<BGSOUND SRC="http://www.paoloballanti.com/blog/music/radio/swissjazz.wax">

22 marzo 2010

LA FESTA

La storia che sto per raccontare è tutta vera. Ma per rispetto verso le persone che potrebbero ritrovarsi descritte, non userò nomi reali e non fornirò indicazioni geografiche. Tutto rimarrà avvolto nelle fitte nebbie del MISTERO.
Io e la mia ragazza e Stefano F. e Tania in F. siamo andati sabato sera a Marina di R. presso il bar X per festeggiare il compleanno di Paolo B.
La donna di Paolo B., che chiameremo F., voleva organizzare una festa a sorpresa (il che, riguardando il sospettoso e sagace Paolo B., significa narcotizzargli l'impepata di cozze, vederlo cadere bocconi sulla suddetta impepata, liberargli le vie respiratorie dall'eventuale brodetto impepato, correre alla disperata nel bar sotto casa, prenotare tutto il bar anche ad una cifra immorale e non contrattabile, ritornare a casa, lanciare una mail multipla per gli inviti agli amici, pagare una tangente alla camorra dei server perché cancelli ogni indizio di mail e/o abbattesse le fibre ottiche in un raggio di 500 km, pregare Iddio di non aver fatto passi falsi e di aver cancellato le impronte digitali nei maniglioni del bar, vedere Paolo B. riprendersi e chiedergli "Avevi sonno, tesoro?", rispondere per i successivi 15 giorni a tutte le domande di Paolo B. con la tecnica logorroica dei bambini "Perché? Perché? Perché?").
Paolo B. naturalmente sapeva già tutto.
E sapeva che sarei andato anch'io. Questo è un elemento molto importante della nostra storia. Sapendo che anch'io sarei stato là, Paolo B. si era reso conto che non sarebbe stato lui il centro dell'attenzione. Non poteva buttarla sulla bellezza; io sono dotato di una cosa che si chiama 'sex appeal' e di cui si viene dotati solo dal buon Dio e di cui il buon Dio, nella distribuzione, è stato molto parco. Non poteva competere con la simpatia; i miei famosi finti-peti fatti stringendo una mano nell'ascella scatenato sempre una ridda di risate e ammirazione. Neanche l'eleganza avrebbe funzionato: il mio stile (o style) mi dona la grazia e la naturalezza di un gazzella unite alla salda ruvidezza urban dell'indiano dei Village People.
Niente avrebbe funzionato. Tranne una cosa.
La festa andava alla grande. Fiumi di lager tedesca a cascata. Letti di radicchio e amache di mortadella. Canti di sagge ballate popolari rurali come "Osteria numero 20, paraponziponzipo, se la figa avesse i denti, paraponziponzipo". Saluti a vecchi amici che non si vedeva da tempo. Jacuzzi e mignottoni e Habana grossi come una coscia. Poi siamo usciti fuori a fumare e uno, che chiameremo Kk, si è rollato una canna di dimensione wursterlesca mentre diceva che allenare me è stata l'esperienza più gratificante della sua vita.
Un filiforme ricciolino ci ha salutati dal balcone di casa di Paolo B. e ha detto di chiamarsi Micheal Jackson e che doveva badare al figlio di Paolo B. e ha fatto un moonwalk della madonna mentre agitava il marmocchio oltre la balaustra salutando una folla che, oggettivamente, non c'era.
Poi siamo rientrati. E Paolo B. ha chiesto di fare silenzio che voleva fare un discorso. Ed è lì che il piano diabolico ha avuto inizio.
Paolo B. ha ringraziato tutti. Ha ammesso che la festa a sorpresa lui l'aveva intuita da mesi. Ha cazzeggiato un po' (alla grande, bisogna ammetterlo). Ha descritto come nel rapporto con la sua compagna, Paolo B. era solito stupire e sorprendere la (appunto) compagna e che si era chiesto come in questa serata avrebbe potuto (appunto) sorprenderla. Poi si è inginocchiato, ha aperto un astuccio quadrato di pelle contenente un anello con diamante o zircone o vetro o plastica e le ha chiesto di sposarlo.

Tutto nella vita deve essere recepito, ogni insegnamento deve essere bevuto come acqua fresca alla sorgente e digerito (e poi pisciato, d'accordo). La vita ti porge a volte grosse fette di quel tortone che è la sapienza e sarebbe quantomeno poco furbo negarsene un morso. E Paolo B. in questa parabola ci insegna molte cose:
1)se hai intenzione di fare una proposta di matrimonio, è meglio farla in mezzo a tanta gente. Questo per: a)avere testimoni oculari del fatto che la tua compagna, anche se non risponde, intanto si è intascata l'anello; b)in caso di rifiuto a tale proposta, il pubblico femminile in lacrime per il gesto è disposto a smutandarsi in gruppo per tale maschio.
2)il rituale della proposta di matrimonio prevede l'inginocchiamento repentino il che richiede nervi d'acciaio, rotule d'acciaio ed un lungo allenamento per evitare sfilacciamenti tendinei.
3)che è sempre meglio avere un medico in sala (meglio se ortopedico, vedi punto 2).
4)che il rituale ha delle precise tappe d'avvicinamento che comprendono la lager tedesca a cascata, il sacrificio di una vergine (purtroppo questa tappa è sempre meno attuata per un qualche stupido cavillo legale che sconsiglia lo sgozzamento di una ragazza e, soprattutto, per l'attuale penuria di femmine vergini), fare una puntura inframuscolare di 1200 cc. di Averna alla compagna, sbarrare le porte, inginocchiarsi, aprire una scatola, bofonchiare una supercazzola e prendere il "Cazzo dici?" pronunciato dalla compagna per un Si.
5)che l'eventuale data e luogo del matrimonio sono concetti moooolto vaghi.
6)che tra me e Paolo B. era solo sesso e alla fine l'amore trionfa.

Etichette: , ,

02 marzo 2010

INFINITE E' FINITO

Lunedì 1 marzo 2010 (o Anno 16 dell'Era Di Berlusconi), alle ore 19,13 ho terminato la lettura di INFINITE JEST di David Foster Wallace.
E oggi scrivo come se nessuno ascoltasse. Che è la più grossa balla che uno che si possa raccontare, sia che si stia componendo l'Opera-Fondamentale-Che-L'Umanità-Attendeva o che si finisca il Bartezzaghi durante la produzione giornaliera delle feci. Quindi, perlomeno, scrivo per me. Per darmi una pacca sulla spalla prima di riprendere il ciclo di 20 flessioni/pausa/30 flessioni/pausa/ 40 flessioni/svenimento. Se c'è una cosa terribile scrivendo è il pensiero che quello che si scrive è 'banale', che rientra nel fin troppo lungo elenco di produzioni onaniste in cui l'autore parla bellamente dei cazzi propri e lo vuole fare, consapevolmente o inconsapevolmente, in modo 'carino', sprofondando così il povero cristo che lo legge nelle sabbie mobili della noia (avete presente quelle immagini classiche dei Tg quando c'è un disastro ambientale tipo petroliera incastrata al largo di qualche costa e si vedono gli uccelli che sbattono le ali incatramate e/o impetroliate e sembra il moto d'angoscia di uno che grida "Levatemi questa roba di dosso, cazzo, levatela"? Ecco, questo dà l'idea).
DFW non è mai così. Nei racconti brevi o nei saggi (vi prego, leggete anche solo "Forza, Simba" in "Considera l'aragosta", un reportage del viaggio elettorale di John McCain nelle presidenziali USA del 2000). Anche nella lista della spesa, suppongo. DFW non si specchia in se stesso. Né nei lettori. Non si specchia da nessuna parte. Inizia a scrivere di qualcosa, va in giro, si informa, legge, prova compassione, si incazza, cerca di capire e, alla fine, se ne parte per un pianeta dove l'atmosfera è fatta di pietas e dove ci si nutre di angoscia e amore e dove si digerisce tutto e si defeca in leggerezza. E il bello è che non è il suo pianeta speciale, siamo tutti invitati.
"Infinite Jest" non è un libro facile. Non è facile da rubare (provate voi ad uscire da una Feltrinelli con 1443 pagine messe sotto un cappotto lisciandovi i baffi e dicendo "Sa, sono al 5° mese). Non è facile da usare (si, certo, consiglio di aprire pagina 1 e di andare avanti in maniera progressiva ma la cosa è che ci sono 136 pagine di note dell'autore stesso che spaziano da sterminate cinematografie assurde a scomposizioni chimiche di sostanze + o - lisergiche e + o - lecite). Non è facile da programmare (come se vi dicessero "Okay, adesso stai per guardare un film della durata di 72 ore che, una volta iniziato, 'vorrai' continuare a guardare, perciò portati da bere, da mangiare e preparati a pisciare e cagare in una padella di plastica). Non è facile starci dietro (una sinossi è impossibile, così come un accenno di trama così come arrivare a ricordarsi tutti i personaggi che io ho cercato di seguire segnandoli su un foglietto ma poi mi sono rotto i coglioni e mi sa proprio che ho fatto il gioco di DFW). Non è facile sentirsi all'altezza (non di DFW che tutt'altro dall'altezza ma vola radente con noi, cammina con noi, striscia con noi; ma dall'infinito senso di tristezza/gioia che pare spremerti tutto per bene fino a che non ha finito per poi lasciarti guardare quello che hai spurgato e dirti "Toh, c'era anche questo").
Epperò oggi per me è il giorno 1 dell'anno 1 D. I. J. (Dopo Infinite Jest).
Mi sento confuso e tendo ad avere conportamenti che sono la summa di vari personaggi del libro. Tutto ha un senso e, pochi secondi dopo, questo senso scompare. Provo un senso di pace che credo preannunci la guerra. Sto smettendo di parlare con la gente. Guardo un mattone bluastro con gli angoli slabbrati e mi do una pacca sulla spalla e mi dico "Forza Simba".

Etichette: ,

15 febbraio 2010

LA VITA E' UNA COSA MERAVIGLIOSA

È difficile premettere o anche solo accennare larvatamente ai motivi che hanno indotto uno come me ad andare al/alla Pineta Disco by Visionnaire (dopo approfondiremo meglio cosa perbaccolina significhi 'Visionnaire') la notte tra sabato 13 febbraio 2010 e domenica 14, giorno dalla duplice valenza corrispondendo, per uno strano scherzo del destino, alla festa di San Valentino e al capodanno cinese che si getta (la Cina) con la consueta forza della locomotrice post-maoista verso l'anno della tigre.

La valenza diventa anche triplice considerando che il 16 febbraio compio 40 anni, avvenimento di per sé minore se non per le implicazioni tutte psicologiche di entrare negli anta dalle quali ci si consola solo ripetendo come un mantra il Nanni Moretti Carodiarista: "Sono uno splendido quarantenne".

Per cui non c'è niente da aggiungere.

È successo che il fidanzato di un'amica della mia ragazza che si occupa di ordine pubblico e che, come tutti quelli che occupano cariche di responsabilità sociale e che esercitano il potere (o anche solo una sotto-categoria del potere), passi spesso il venerdì o il sabato, a seconda della turnazione decisa di comune accordo con la fidanzata, in discoteca.

Il tipo di discoteche che si trova a frequentare si discosta e anche di molto dal tipo che di solito frequento io. Io vado in locali 'alternativi' (secondo lo Zingarelli è "ciò che si contrappone a tutto quanto viene imposto dal sistema dominante" e capite bene quanto questa definizione al giorno d'oggi corrisponda sempre più all'immagine di uno che corre nella nebbia sbattendo dappertutto). Lui va in discoteche di 'tendenza' (la definizione l'ha data lui e, vi giuro, non era particolarmente serio dicendolo essendo il ragazzo in questione molto simpatico e abbastanza intelligente da mantenere il giusto distacco sulla cosa).

In soldoni: io vado in posti che sono o ex centri sociali occupati o circoli arci presi in mano da uno 'che-ne-sa-di-musica' e allora ti programma concertini-ini-ini di band scatologiche (?) o salette prese in prestito da un tale per farci una festa e tirare su qualche soldo. Lui va in discoteche fatte come Dio comanda, ossia dotate di buttafuori, selezione all'ingresso, sistema luci adatte al planaggio di uno Shuttle, vetro vetro vetro, gabinetti puliti e con l'effetto neve (no, cioè, 'neve', ci siamo capiti).

Io vado in posti dove le ragazze passano ore a casa davanti allo specchio per vedere dove sta meglio lo sbrago sulla calza e che (le ragazze) hanno espanso il concetto di eye-liner verso una riga nera in mezzo alla faccia e che, al più, limonano con te perché è tutto parte della loro 'Weltanschauung' o, per dirla come loro, "Perché no?" . Lui va in posti dove le ragazze sono fighe, letteralmente, chiedete ad un qualsiasi vostro amico/a che ci sia stato e ve lo confermerà, vestono straccetti ratealizzabili in un mutuo, si truccano con l'effetto vedo-non-vedo e la loro tariffa media è di 500 euro a scopata (cioè, questa è la tariffa che mi è stata riferita riguardo quelle del Pineta By Visionnaire ed al tempo della crisi, per cui ci andrei con le molle prima di prendere su e sventolare la banconota da 500 che magari ci scappa solo un pompino e/o una palpata di tetta).

Io vado in posti dove il coca e rum è una bibita del colore dell'Estathé e lo standard medio è farla alla cazzo e chiederti 5 euro. Dove va lui, o non paghi un cazzo mai perché conosci qualcuno o hai solo sentito dire il nome di qualcuno che potresti conoscere, oppure ti fanno un coca e rum con un dosatore molecolare, lo mischiano lanciandolo in aria e palleggiandoci con le loro Roberto Cavalli in cavallino (Dancin, questo sarebbe il tuo mestiere e tu sai perché), e poi ti chiedono 20 euro e il colore è sempre quello dell'Estathé.

Io vado in posti dove il colore medio è lo 'zozzo', sempre che sia un colore; dove uno ti dice ?Carine? rivolto alle tue Superga bucate e zozze effettivamente comprate in negozi megafighi di già bucate e zozze per quello che, in questi negozi megafighi, viene definito un 'processo di invecchiamento'; dove la musica spazia dalla dark (che effettivamente ha sfrantumato i coglioni un po' a tutti dato che danno sempre quei 4 pezzi dall'epoca della sua nascita e l'effetto è quello dei tuoi genitori che vanno in balera da 20 anni ad ascoltare sempre e solo Battisti e i Nomadi) alla electro (o elettro) spaccatimpani e capace di farti scordare di te, alla trash che è un mettere su le sigle dei cartoni animati e un pezzo di Ambra (quella pre-anoressia e pre-sdoganamento, quella gioiosa macchina boncompagniana in quella discarica di lolite) e sorridere instupiditi. Là dove va il tipo l'abbigliamento è finto chic-cafone, la musica fa cagare e sembra che un bambino abbia sabotato l'impianto mettendo in filodiffusione la cassetta di BimboMix, c'è sempre un tizio/a che sbraita ad un microfono e ti dice ti tirare su le mani e poi di abbassarle, ti ripete in che anno siamo, ti ricorda che ti stai spataccando la faccia ed ha sempre (il tizio/a) una vaga aria disperazione.

E sabato 13 febbraio abbiamo deciso di unire i due mondi in una specie di aborto di esperimento di Quark in cui io ero il cane e il tizio Pavlov e siamo andati tutti e 4 a Milano Marittima dove era un freddo del cazzo e si è parcheggiato là dove la pineta (quella fatta di alberi) muore o nasce e siamo andati davanti al/alla Pineta By Visionnaire (a proposito, vi devo una spiegazione su Visionnaire che pare essere un mobilificio che se la tira alla grande e quasi si vergogna di dire "Sai, facciamo mobili" e ti infarina il tutto con concetti come, abbiate pazienza, sono parole loro: "Il fascino di una reggia, il richiamo magico della notte: Visionnaire inizia dal decoro di un antico cancello che si apre su un mondo insolito. Le ispirazioni dark, i rimandi esoterici, alcuni elementi decorativi declinati in tutte le variabili interpretativa quasi barocca, l'eccellenza della forma, la sofisticatezza dei materiali" e blah blah blah).
C'era la fila per entrare ma il tizio si è avvicinato ad un ceffo microfonato e ha parlottato con lui e poi ha tirato fuori quello che pareva un documento o una mazzetta e ci ha detto "No problem". Così siamo passati e abbiamo fatto delle scale ricoperte di una strana vigogna porpora dall'aria molto poco ignifuga e abbiamo lasciato giacche e cappotti al guardaroba (un ricordo alle gurdarobiere che parevano essere le uniche in quel posto a fare effettivamente un lavoro) e siamo entrati. Siamo andati in pista e abbiamo ballato 3 o 4 canzoni. Non abbiamo tirato su le mani (e, di conseguenza, non le abbiamo ritirate giù). Abbiamo evitato una decina di baristi con vassoi pieni di Moet Chandon e Crystal che correvano ebefrenici tra i tavoli. Io e la mia compagna siamo andati a fumare nella zona fumatori, una sala 10 metri X 2 che ti imponeva una postura tipo attesa del tram. Siamo tornati nella pista da ballo. Ballati altri due pezzi. A me la sciatica ha cominciato a farmi male. Il tizio moroso dell'amica della mia ragazza ha detto "Guarda che fighe quelle due" e mi sono girato e ho cercato di capire a quali si riferisse. Ho sentito un fortissimo odore di gel per capelli e, poco dopo, odore di scorreggia. La mia compagna ha detto "Andiamo?" e io ho detto si e abbiamo salutato e ce ne siamo tornati a casa e io strisciavo un po' la gamba per via della sciatica.

In macchina ho detto "Lo sai che in Cina è capodanno?".

Etichette: ,

03 gennaio 2010

2010, L'anno del Gato- 2012, L'anno del Dancin

ho passato qualche mese pensando di avere le visioni. vedevo il Dancin dappertutto. sfogliavo una rivista fashion-trendy (Max, l'inserto Luxury del Sole 24ore o Il Lando) e vedevo Dancin a piena pagina in mutande CK. seguivo con apprensione Guido Bortolaso al tg1 e accanto a lui, sulla destra, che gli suggeriva cosa dire, Dancin. ci provavo con una in discoteca ma lei faceva no no e mi indicava un tizio enorme alla sua destra ed era Dancin.
poi Kiki ha detto che è in una fiction. e mi sono sentito meglio. è meglio essere impazziti in due che da soli.
ma poi sono successe due cose che mi hanno fatto riflettere (e considerate che in genere, per farmi riflettere, occorrono almeno una decina di avvenimenti concatenati e praticamente istantanei).
la prima cosa è che alla radio blateravano sul capodanno. era una radio del cazzo, RDS o Veronica Hit Radio, una di quelle con conduttori che sembrano sempre appesi al tubo del gas esilarante e che nell'arco di 2 ore devono tappare quel minutino tra 50 minuti di pubblicità e 50 minuti di vascorossi+celinedion+erosramazzotti+canzonidellefeste. questo povero cristo in diretta da una cisterna e senza lo straccio di una redazione che dia un senso alle fregnacce che deve raccontare, ad un certo punto deve aver letto qualcosa su internet e, visto che il corso di dj radiofonico che ha frequentato era basato unicamente su tecniche coercitive finalizzate al distacco permanente tra lobo frontale e cavità orale (tant'è che il diploma è una statuetta in terracotta rappresentante un pappagallo), ha iniziato a blaterare così:
"Ehi ehi ehi... siamo ancora su radio bla bla... è freddo oggi, eh? ma noi vi teniamo caldi con le nostre hit... vi immagino a prepararvi per il capodanno, un capodanno alla grande... chissà come siete eccitati (ndr: qui la voce si è fatta flebilmente entusiasta e si percepiva un'enorme stanchezza)... lo sapevate che per il calendario cinese il 2010 sarà l'anno della tigre?... ah ah ha, grrrrr.... no, dai, scherzo... e poi c'è 'sta cosa dell'anno, cioè, per noi sarà il 2010 perché abbiamo il calendario di frate indovino... ah ah ah, no, scherzo (ndr: da notare che il dj radiofonico medio quando scherza deve sempre ridere e poi dire che stava effettivamente scherzando e la cosa tende a mantenere il tono generale del suo chiacchiericcio su una nota maniaco-depressiva)... noi abbiamo il calendario gregoriano, cioè, ma ci sono popoli che hanno un calendario diverso (ndr: qui il tono assume una gravità quasi da relatore scientifico davanti ad una platea di deficienti a dimostrazione che il nostro dj, se vuole, sa anche essere serio)... in papuasia, ad esempio, sarà il 5320... per i cinesi una roba simile... cioè, la cosa è molto relativa, no?... ma ecco eros ramazzotti, il grande eros col suo ultimo successo..."
e la grande riflessione che ho fatto è che, magari, in papuasia non sanno chi è eros ramazzotti e neanche chi è dancin e che se vado là magari smetto di vedere dancin dappertutto e di sentire eros su Veronica Hit Radio.
il secondo avvenimento è che ho visto il film 2012. l'ho visto in streaming sul pc. il che è un micro-avvenimento all'interno del primo avvenimento. essendo io l'unico deficiente davanti ad una platea di relatori a non conoscere l'esistenza dello streaming. che è un catalogo di film enorme da vedere a casa senza pagare un cazzo di niente. che è un ulteriore motivo per non uscire più di casa se non per buttare l'immondizia sul pianerottolo del vicino.
2012 è un disaster-movie diretto da tal Paolo Ballanti e interpretato da tal Dancin. un nero figo e intelligente e geologo e palestrato va a trovare in India un suo amico geologo sposato con un figone di indiana e questo amico geologo gli dice che c'è una pozza che bolle e la Terra si sta riscaldando troppo e che non va bene e che tra qualche mese il genere umano farà le sorti di un uovo alla coque. poi gli passa un quadernetto con dei numeri e il nero lo guarda e dice 'cazzo'.
intanto dancin, che è uno scrittore squattrinato e deluso dalla vita e divorziato con figli e con la ex moglie risposata, porta i figlioli in giro per un parco e scopre che il laghetto si è prosciugato e siccome non è un minchione capisce tutto della teoria dell'uovo-alla-coque.
il nero, intanto, va dal presidente degli stati uniti che è nero pure lui e ha una figlia figa che, tanto vale dirlo adesso, alla fine andrà col nero geologo, e fa vedere al presidente il quadernetto e il presidente dice 'cazzo' e telefona a tutti i presidenti del mondo e insieme decidono di fare delle navi per sopravvivere fino alla fine dell'effetto uovo-alla-coque.
dancin va dalla ex moglie e dice tutto e sembra un pazzo ma noi sappiamo che non è pazzo ma poi tutto inizia a esplodere e bruciare e allora sembra meno pazzo anche a loro e scappano in macchina e poi trovano un dc-9 e il nuovo marito (che, tanto vale dirlo adesso, muore tentando di stoppare un mazzo di chiavi per imitare dancin lasciando il campo spianato al fascino del dancin) casualmente sa pilotare i modellini di dc-9 che sono incredibilmente simili ai dc-9 veri e allora se lo mette a guidare e volano volano e poi cadono ma poi li trovano e riescono ad andare dove sono le navi.
il nero geologo intanto flirta di brutto con la figlia figa del presidente degli stati uniti mentre l'america del nord sembra del latte bruleè e le persone nell'america del nord sembrano uova alla coque un po' troppo cotte. e un sacco di gente viene caricata sulle navi che vengono chiamate Arche (non chiedetemi perché) e poi ci sono casini di ogni genere di cui non si capisce un cazzo perché il regista sembra un malato d'alzhaimer con una super 8 ma si salvano quasi tutti e alla fine trovano una terra dove ricominciare e il nero geologo limona la figlia del presidente degli stati uniti e mi pare le tocchi pure una tetta.
e la grande riflessione è che ad un certo punto si vede crollare San Pietro con dentro il Papa e, incredibile, il presidente del consiglio italiano e quindi: a) il presidente non è più Berlusconi che col cazzo che se ne sarebbe stato in chiesa; b) il presidente è Berlusconi in piena crisi religiosa e muore. un bel finale.

Etichette:

01 novembre 2009

Della suina non si butta via niente.

Porco mondo, ho la febbre!la realtà, come spesso accade, supera ogni fantasia ed è anche molto meno stancante perché non bisogna mettersi lì a pensare a questo e a quello, la realtà è già lì di fronte e basta mettersi seduti e guardare (e, perlopiù, è meglio guardarla da seduti 'sta realtà perché, come dicono al Circolo Oxfordiano delle Freddure e Battutine che frequento, "la realtà è una signora di mezza età che gira roteando un palo in cerca di qualcuno da inculare").
quindi i quotidiani e tutta l'informazione in generale è, allo stato attuale, la più grande storia di formazione romanzata esistente. dove trovate qualcosa che mischi così sapientemente horror, storia, fantascienza, cosmogonia, azione, amore, l'oroscopo di Fox, i virus, il niente?
io devo ancora leggerlo un libro così.
nell'ultimo romanzo de La Stampa Italiana, si narra la storia di un fantomatico virus influenzale il cui nome, H1 N1, ricorda la formula di un qualche scienziato pazzo nazista nel tentativo di creare il soldato perfetto mischiando geni di ariano (la purezza), toro (la potenza), porco (l'adattabilità a mangiare anche la merda), negro (in gran segreto, per il cazzo lungo), e un filo di lavanda (per il buon odore). questo virus sfugge di mano a qualcuno in messico tipo Cassandra Crossing, fantastico film del 1976 dove c'è anche la Loren sdoganata di Hollywood (cioè, quella con le tette scoperte solo al 10%) che è su un treno e sul treno c'è un tizio scappato con un virus addosso pericolosissimo e il tizio fa delle gran facce tipo che gli scappa la cagarella e il virus corre libero per il treno e quasi tutti fanno la faccia-cagarella e poi muoiono schiantati col treno perché nel '76 a Hollywood andavano i finali alla cazzo dove non si salva nessuno e se anche uno solo cercava di salvarsi il produttore lo ammazzava con le sue stesse mani.
ora questo virus sta facendo la turnè europea come supporter degli U2 ed è in questi giorni in italia. e, com'è normale, le tv locali come Rai 1 o Rai 2 ci marciano alla grande con titoli sensazionalistici e allarmistici secondo le consuete formule di giornalismo all'inglese: cioè, prima si sparano titoloni alla boia d'un giuda per terrorizzare la maggior parte degli anziani e dei genitori dandogli istruzioni su come eliminare fisicamente chiunque starnutisca ad un raggio di 5 metri; poi si rettifica chiedendo l'opinione dell'esperto (per esempio: siete giornalisti alla Rai? sapete perché e come siete stati messi lì, no? il vostro capo-redattore vi chiede un servizio su un virus? bene, è una cosa di medicina, no? ci vuole il parere di un medico, capito? magari uno bravo, il vostro ha curato mamma tanto bene l'altra estate ma avete una deontologia, no? allora chiamate il 118 e fate due domandine alla guardia medica, quelle sanno sempre tutto. oppure vi fate passare qualche barelliere, loro sanno veramente tutto. e il servizio è bello e fatto).

così, tramite l'avvincente lettura di questo romanzo post-moderno, ho capito che:
il virus si trasmette solo tra soggetti che respirano;
il virus è come una normale influenza che incuba in qualche giorno e poi vi fa schiattare trasudando sangue e facendovi collassare polmoni, reni, cuore, cassa toracica, spina dorsale, cranio, piloro, prepuzio;
però, se preso in tempo, con una normale cura a base di tachipirina il prepuzio lo salvate (stranamente anche nei soggetti femminili si assiste al salvataggio del prepuzio);
il virus pare non attecchire nei soggetti tra i 95 e i 115 anni;
il virus purtroppo non attecchisce su Bono.
tra parentesi. io il virus l'ho avuto ma fortunatamente l'ho preso in tempo e se sposto un po' a destra la cassa toracica e uno gentilmente mi rimette l'occhio destro nel cavo oculare, posso osservare orgoglioso il mio prepuzio.

Etichette: ,

31 agosto 2009

Dietro un panzone c'è sempre un saggio

E' panzòl'altro giovedì o forse quello prima o comunque un giovedì qualsiasi sono andato ad uno stabilimento balneare a marina di ravenna. è lo stabilimento balneare che normalmente frequento e in special modo la sera non essendo così sicuro che imbrunirsi la pelle fino a spelacchiarla costituisca il modo migliore per sviluppare quelle sostanze che molti medici si arrabattono definendole "necessarie al benessere psico-fisico" [in breve, i raggi ultravioletti hanno varie azioni sulla pelle più o meno incremata: stimolano la funzione pigmentogena, cioè la neoformazione di melanina nell'epidermide (l'abbronzatura), svolgono un'azione disinfettante a livello della cute, stimolano la sintesi della vitamina D; tra gli effetti blandamente negativi, c'è l'eritema (la scottatura), che coinvolge le cellule e i vasi dell'epidermide e si manifesta con iperemia, rottura di piccoli vasi, bolle, edemi, fuoriuscita di liquido; inoltre gli U.V. , accelerano la proliferazione di peluria e, ah, è vero, talvolta possono determinare la comparsa di tumori cutanei. N. B.: è chiaro che di tutto questo non me ne potrebbe fregare di meno se non ritenessi non solo l'abbronzatura una cafonata burina ma la pelle bianco latte-andato-a-male e le borse sotto gli occhi come un must del vero radical-alternative-chic].
lo stabilimento balneare che frequento si chiama Hana-Bi (nome derivante da un film di Takeshi Kitano, eroe dello stile più puramente giapponese fatto di violenza grezza inframezzata da vera poesia delle piccole cose, cioè prima ti sventra uno yakuza con un trincia-pollo e poi fa un unico piano sequenza di 22 minuti sullo sguardo innocente di un bambino). l'Hana-Bi è gestito da un tipo che una volta era il chitarrista di un gruppo hard-core/punk di una certa notorietà nei paesi dell'est pre '89 (questa notizia è ammantata da un certo alone di mistero e non è stato possibile accertarne la veridicità) che poi ha aperto (il tipo) un negozio di cd e poi ha aperto un locale a ravenna tuttora aperto e funzionante e chiamantesi Bronson (da Charles bronson, l'uomo dei film sul giustiziere della notte dove, dopo che gli avevano ammazzato e stuprato e ancora ammazzato in ordine sparso la figlia, se ne va in gio a farla pagare a tutto e tutti con un trincia-pollo). in questi due posti, Hana-Bi e Bronson, il tipo tiene concerti molto belli di roba indie, gruppetti inglesi di post-punk, americani slabbrati e imbolsiti che pestano e menano (degli strumenti) e pare abbiano 4 braccia e 5 piedi e 2 panze. nel suo genere, ha una programmazione di tutto rispetto.
ma il giovedì di cui vi dicevo ha invitato un giornalista a parlare. un giornalista sportivo [nota: per rendere vagamente più comprensibile e dotata di una qualche logica la serie infinita di robe che vi sto dicendo e per dare dignità alla complessità della sua figura, devo dire che il tipo (cioè l'ex chitarrista basso e pelato che peraltro sta con una figona tatuata e alta 1,78 cm senza tacchi ma con gli anfibi) è un grande appassionato di calcio; non so, ad esempio, giuro di averlo visto assorto davanti alla tv per un Sampdoria-Catania mentre una band di metallo pesante chiamata Succo Gastrico o qualcosa di simile pestava di brutto a 10 m. da lui].
il famoso giornalista sportivo invitato in quel bivacco di fighetti pseudo-alternativi era Gianni Mura. un nome di quelli che contano, capace di attirare una discreta folla e di innalzare l'età media dello stabilimento (solitamente sui 23/24 anni) verso la soglia dei 60 ed un consequenziale incremento di capelli grigi e/o calvizie o alopecia androgenetica.
per chi non lo sapesse, Gianni Mura è un panzone. cioè, sembra circondato perennemente da una quintalata di gelatina di pollo attaccata al corpo con del domopack. tiene spesso gli occhi chiusi quando parla ma non sembra mai sul punto di addormentarsi. e dice spesso cose non banali. adesso scrive per Repubblica di calcio e ciclismo, la sua grande passione. e ha parlato di tutto, partendo con l'etica del giornalismo. ne ha parlato agganciandosi con gli inizi della sua professione. iniziò nella metà degli anni '60 alla gazzetta dello sport. quelli della gazzetta per trovare nuovi giornalisti andavano nei licei e cercavano quelli che scrivevano bene. solo quello. già questa cosa rapportata col sistema attuale fa venire i brividi. Mura scriveva bene, lo assunsero e a 21 anni lo mandarono come inviato al Giro d'Italia. a 22 al Tour de France. tra il pubblico si è levato un sibilo sottile che assomigliava ad uno 'Sti Cazzi. ha parlato di doping, della decurtazione di spazio negli articoli (rispetto a 20 anni fa la media di righe in un articolo si è dimezzata e qui ha rimandato alla voce restyling che si può tradurre in "metto-un-sacco-di-foto-ingrandisco-i-titoli-e-taglio-tutto-il-blablabla). ha parlato di muscolarizzazione dello sport. di Pantani. di gastronomia. e poi uno gli ha chiesto proprio alla fine: "E Mourinho?".
cerco di citare a memoria la sua risposta.
"Boh,... a me pare di essere il solo,... voglio dire, a me pare una delle più grosse bufale arrivate in Italia, uno dei più scarsi... figlio di una degenerata cultura dell'urlo senza sostanza, del fumo senza arrosto e di chi gli dà anche dei soldi per farlo... io stravedevo per Kiki e la sua formidabile Virtus... e quel centrale, Bucci... un fenomeno di eleganza e potenza... buonanotte a tutti". (ps: sulle ultime due affermazioni potrebbero aver influito la forte assunzione di mojito unita alla distanza dal palco unita al bofonchiare del Mura).
poi ha firmato autografi tenendo delle bic nei rotoli della panza e se ne è andato a bere 3 birre medie e 2 uischi.

Etichette:

12 agosto 2009

La paghetta del soldato

old vs newalla mia veneranda età ho iniziato un lavoretto estivo. così, per la paghetta e perché non mi tagliassero Luce e Gas (nota 1: ma chi cazzo sono questi "Luce e Gas"? cosa vogliono da me? hanno connessioni con la mafia russa? e perché non si fanno mai vedere in faccia, perché non presentano i loro bei musi da coglioni e mi dicono in faccia cosa vogliono invece di mandare buste colorate con bollettini da pagare e numeri assurdi e tutti quei bla bla bla senza senso?).
l'occasione per l'impiego è giunta attraverso le più moderne tecnologie di e-commerce, ossia un passaparola ad esponenziale matematico o, che dir si voglia, un pissipissibaobao che ha fatto giungere la mia richiesta di impiego ad un tizio che conosce una tizia che conosco vagamente (che, a dir la verità, dopo un'attenta riflessione non mi pare di aver la ben che minima idea di chi sia tale tizia), il quale tizio ha poi telefonato a me (ma la cosa data la natura della transazione poteva pure avvenire per piccione viaggiatore) e si è presentato e ha chiesto se volevo presentarmi all'ippodromo di ravenna in data tale e ora tale per un "lavoretto facile facile e poi per la paga ci si mette d'accordo, saranno 30/40/50 euro per un pomeriggio" (la frase è citata quasi testualmente e non vuole, lo giuro, essere una presa per il culo del tizio, fra l'altro molto gentile, nè significare alcunché se non quello che è stato il tono della nostra prima conversazione gracchiante che più gracchiante non si può nonostante, come scoperto poi, il tizio possedesse un Iphone di ultima generazione).
e così in data tale e ora tale, subbissato dai ricordi (nota 2: la subbissazione di ricordi è dovuta al fatto che l'ippodromo di ravenna è la classica pista ovale da trotto con al centro un campo da calcio dove giocai innumerevoli partite nelle giovanili dell'Olimpia salesiani e dove segnai la mia prima, e quasi ultima, rete con un culoso ai limiti del miracoloso tiro da fuori area in uno sfortunato 1 a 5 contro una squadra di cui ho cancellato ogni ricordo, ricordi per altro offuscati ancor più dai miei festeggiamenti tipo Carnevale di Rio e dai simpatici rimbrotti dei compagni accompagnati da manate in testa e frasi tipo "Ma che cazzo festeggi che siamo sotto di 4 gol?"), mi sono presentato e ho visto il tizio e il tizio mi ha presentato ad una tizia e la tizia ha detto che mi avrebbe insegnato il mestiere.
ci siamo incamminati verso il centro del campo da calcio a sua volta al centro della pista da trotto e ci siamo sistemati sotto una torre torreggiante rivelatasi essere la torre dei giudici di corsa e poi abbiamo guardato insieme una struttura in ferro e la tizia mi ha detto che quello era il tabellone dei risultati e abbiamo preso una carriola con dei cartelloni plastificati e abbiamo iniziato a piazzare sulla struttura i cartelloni secondo un ordine che la tizia mi ha spiegato e io ho detto che avevo capito e la tizia sembrava molto sollevata (la cosa è che vanno sistemati negli appositi spazi: ordine d'arrivo; numero della corsa; squalificati; tempo del vincitore). poi la tizia si è aperta una Fanta perché era un caldo boia e si è messa a sedere sull'unica sedia nel raggio di 500 m., una sedia in metallo con la seduta in cordame di plastica (metallo arrugginito e plastica mezza mangiucchiata) e mi ha comunicato il secondo incarico del mio job (sono quasi certo che abbia detto job anche se non ci metterei la mano sul fuoco). quando usciva la macchina dello starter dovevo andare su un rialzo a bordo pista, afferrare la corda penzolante da una campana di circa 25 cm. di diametro e suonarla con quanta forza avessi in corpo, sottolineando il fatto della forza e facendomi capire che l'importanza dell'eco della scampanata era quasi paragonabile ad un soldato che segnalava l'inizio dello sbarco in Normandia agli altri commilitoni. il mio job (che, come avrete capito, è in grado di eseguire un qualsiasi essere dotato di dito opponibile e che abbia almeno un lobo frontale al 0,5% del suo potenziale) si è svolto con una certa tranquillità nell'arco delle 6 corse previste per la giornata e alle 19 e 12 ero già a casa e mi sono divorato 2 etti di spaghetti ai pomodorini.
ora vi dico cosa ho visto in quelle 6 ore:
ho visto cavalli tenuti con due dita nel naso e portati a pisciare dietro un angolo; ho visto 3 giudici di pisat su 3 cone delle pance enormi, così enormi che sembravano tutti giocare a "Chi è più incinta oggi?"; ho sentito trotter smadonnare in 3 lingue e 5 dialetti; ho visto un uomo sulla tribuna esultare da solo in maniera ben udibile a 150 m. di distanza; ho sentito la tizia decantare le lodi del fresco lana e spiegare perché in fondo anche i negri sono ok; ho visto un 60enne in ciabatte di plastica e pantaloncini da mare ripassare almeno 20 volte l'immagine di un fotofinish facendo scrollare il puntatore del suo Mac e venendosene fuori alla fine con un "Io non ci capisco un cazzo"; ho dato due pacche sul dorso di un cavallo nero e sudato senza sapere se la cosa gli faceva piacere o meno; ho capito come trattenersi dal pisciare quando le cose prendono una certa piega; ho visto un 20enne dare una sigaretta ad un 70enne mentre quello gli chiedeva "E a figa come va?"; ho visto un trotter ribaltarsi e il cavallo andarsene via per un attimo di gloria da solo; ho letto i nomi di cavallo più assurdi da Gohlem Blitz a Mambo Dj a Morok Quasimo e soprattutto un sacco delle X in mezzo; ho capito la soddisfazione di un cartellone messo bene trasmesso in diretta nelle sale corsa; ho capito che la noia può essere appagante.

Etichette:

26 giugno 2009

la verità è scesa su ravenna. ed è ripartita puntuale la mattina alle 8.


è successa una cosa a Ravenna (che dai tempi dei bizantini è considerata la bassa provincia dell'impero, un posto nel buco del culo del mondo dove finti imperatori dodicenni e qualche funzionario minchione venivano mandati di solito a prendersi una tosse malarica convulsiva e a levarsi così dai coglioni).
certo, per dare a cesare quello che è di cesare, a ravenna sono nati fior fiori di personalità, gente che ha scosso il sistema dalle fondamenta e che noi elencheremo brevemente(nota 1: il seguente elenco non intende avere nessun requisito di esaustività né intende costituire una qualche forma di classifica e/o preferenza e insomma l'autore del post se ne sciacqua i maroni e quasi quasi non lo fa neanche l'elenco e potete comunque pure non leggerlo e/o deriderlo):

raoul gardini- raoul o raul o raouiel o ratatouille, sulla sua figura ho solo trascorsi pomeriggi a fantasticare sull'origine di tale nome esotico. se ho capito bene era uno che aveva un sacco di soldi perché aveva sposato una ricca con le aziende, allora si è comprato il ravenna volley e c'ha vinto un sacco di cose e ci andavo col babbo e mi divertivo tanto, ma poi la politica magna-magna e quel ciccione di craxi ci hanno preso i soldi e lui s'è ammazzato (nota 2: riporto come fatto di cronaca una serata del 1993 alla festa nazionale di Cuore a Imola, credo il giorno dopo il suicidio di Gardini, dove Disegni & Caviglia in un tendone facevano i minchioni e mostravano le loro vignette e allora Disegni, mi pare, si è fermato un attimo e ha detto "Sapete come è morto Gardini? si è tagliato le vele"; inoltre, a conclusione della cosa, mentre si vagava per la festa, un megafono posto su un palo normalmente usato per avvisi tipo "si è perso il bimbo" o "c'è da spostare una macchina" continuava a lanciare questo annuncio "raul gardini è desiderato all'ingresso, gardini raul è desiderato all'ingresso").
elenoire casalegno- o elenuair o elleuar o elenouair, sgnoccolona alta 2 metri e 5, divenuta famosa come la Donna-barbuta-più-alta-del-mondo. esplosa come un raudo nel mondo dello spettacolo si è poi sposata con un tale musicista rock, ha sfornato un marmocchio o due o tre e si è ricoperta di tatuaggi lungo tutto il suo 2,05 metri (se la si vede sfrecciare in bicicletta per il centro sembra una macchia di Rorschach in movimento) diventando la Donna-barbuta-e-tatuata-più-alta-del-mondo.
marco "macho" melandri- lui è uno che fa le penne col motorino e buca le marmitte per fare i rumori scoreggiosi. ha vinto un peto-mondiale qualche anno fa e poi è andato alla Ducati e pare non si siano capiti bene su dove e cosa fosse l'acceleratore e allora adesso è in kawasaki o in Garelli monogomma (cioè, gliene hanno messa solo una per risparmiare e perché tanto lui impenna e basta) e ogni tanto fa il dj al Pineta ma è tutta fuffa perché non ha capito come si cambiano i cd e mette su un nastro della sua collezione di Bimbo Mix.
mascia delgrandefratello- mascia o marscia o mozzica o marsciaou da piccola aveva le tette piccole poi un dottore gliele ha gonfiate perchè così al mare poteva stare a galla quanto le pareva, ma poi una sua amica ha detto una sera che non c'era un cazzo da fare e allora perché non andare alla sagra della vacca e/o ai provini del Grande Fratello e lei ha chiesto ma che cazzo ci aveva di grande il fratello della sua amica e dopo l'hanno messa nella casa e lei è risultata la vincitrice morale ma dopo hanno scoperto che è di ravenna e non s'è fatto più nulla. ha tatuato sul braccio destro una breve tesina sul pensiero di Heidegger intitolata "Fenomenologia della parola fenomenologia: breve storia della mia vita per capire che cacchio sia la fenomenologia" e sul braccio sinistro la vera ricetta della piadina scritta in sanscrito.
luce caponegro
(selen)- lei si è fatta da sola. poi se la sono fatta in tanti. poi si è rifatta da sola. ha assicurato il suo utero da Barclay's per 1 milione di euro e promesso di donarlo alla società di speleologia. poi ha preso un sacco di soldi per una pubblicità della Moulinex su un nuovo aspiratutto. poi ha fatto un marmocchio o due o tre col suo compagno (chiamarlo fidanzato o amore o ciccino pareva troppo) che è uno tosato come il mr. T di qualche anno fa ed è leghista solo perché è l'unico partito il cui leader possa usare la locuzione "cazzo duro" come programma politico. sua sorella, Buio Caponegro, lavora in banca e dà mutui in giro a cani e porci.

e così è successa una cosa a ravenna. cosa di cui si sospettava da un po' (parliamo di fatti, di cose successe, di casualità che, ad una attenta analisi, si sono rivelate non essere casualità). delle persone si sono ritrovate alla sala forum. delle altre persone hanno spiegato la scioccante verità. siamo degli alieni. cioé, hanno detto che siamo tutti alieni ma loro più di noi. e che questo spiegava molte cose e che avremmo dovuto pensarci su. poi uno dal pubblico ha detto "ma che cazzo state dicendo?" ed è stato incenerito da un raggio laser. poi si sono scusati per l'inconveniente e hanno chiesto 30 vergini da sacrificare e dei soldi, ognuno poteva dare quello che voleva ma sotto i mille euro era da considerarsi cosa da barboni e una gravissima offesa nell'etichetta aliena punibile con una bella incenerita. poi si sono portati qualche mignotta aliena in albergo, hanno devastato la stanza, hanno dormito come sassi e la mattina alle 8 erano già andati via.

Etichette: ,

10 giugno 2009

2030

ognuno di noi comprende sin da quando nostra madre ci ha negato per la prima volta la tetta, che la vita è una merda. non c'è bisogno di spiegarlo. ed essendo noi tutti giunti alla conclusione che una vita dignitosa consiste nello schivare i rivoli di guano, godere delle piccole cose e uccidere prima di essere uccisi, non possiamo che perlomeno cercare di analizzare la direzione di tale merda, calcolare l'impatto, dissezionarne la consistenza e catalogare il tutto. per le future generazioni (nota1: è altresi ridicolo discutere di future generazioni dato che le migliori menti della nostra [ultima] generazione concordano sul fatto che il pianeta Terra è destinato ad esaurire le sue risorse entro l'anno 2030, giorno più giorno meno, anche se tali migliori menti alla richiesta di qualche straccio di dato scientifico bofonchiano qualcosa e tracannano shot di tequila come acqua e la qual cosa mi dà un grande senso di sicurezza).
così parliamo di cazzate e in particolare di 2 cose:
1) le elezioni comunal-provincial-europee;
2) il film "uomini che odiano le donne".
sul punto 1) snocciolerei qualche dato a caso (nota 2: l'autore del post intende precisare che i dati in via di snocciolamento sono, secondo una terminologia nota agli strutturalisti, alla cazzo, ossia, sono numeri tirati a caso che però intendono rimanere attaccati come cozze alla sostanziale veridicità delle conclusioni ricavate).
il pdl è al 35,7%, la lega è al 10%, dipietro al 7%, il pd al 26%, rifondazione al 3, sinistra e qualcosaltro al 3, cippalippa al restante.
pdl+lega (che da ora in poi chiameremo Destra Puzzona abbreviata in DP) si sono mangiate e sfarinate umbria, marche e tanta emilia e tanta toscana.
il pd (che vorrei abbreviare in uno spazio vuoto ma questa abbreviazione rischia di falsare la normale lettura del testo e pertanto si continuerà a chiamare pd) è al ballottaggio con se stesso in almeno 30 case di dirigenti del pd (franceschino rischia la perdita del gelato domenicale e la riduzione della paghetta se al ballottaggio del 20 giugno mamma Rita si schiera con sua sorella Gina).
di pietro (abbreviabile in DP ma per evitare equivoci verrà abbreviato in DP2) ha conquistato il fatto che ha in mano un sacco di figurine importanti per fare gli scambi, tipo Pizzaballa e Garella, e tutti dovranno fare i conti con lui e la sua figliola (nota 3: la suddetta figliola di cui l'autore del post ignorava l'esistenza fino a qualche giorno fa quando un autorevole quotidiano ne ha pubblicato la foto, al che l'autore del post ha esclamato a mezza voce, essendo al bar ed essendo attento all'etichetta, "Che tocco di figa"; questa nota si riduce al solo fatto che la figlia di DP2 è molto gnocca e che la parola figa è bene che sia messa in ogni post come bene spiegava Dancin qualche post fa).
le sinistre (abbreviate in ? non semplice ma "?") hanno constatato che, tra lo stupore generale, qualcuno che si alzi la mattina, faccia colazione, defechi, legga il giornale, si metta addosso uno straccio di vestito, prenda la macchina, smadonni cercando il parcheggio, parcheggi, entri nei seggi, saluti, prenda la scheda elettorale, la apra, resista alla tentazione di sputarci sopra, veda il simbolo delle "?" ed effettivamente LE VOTI, esiste.
per i cippalippa è già abbastanza demenziale la vita così senza che si debba perdere tempo ad analizzare il perché qualcuno li voti o il perchè della coprofagia. (nota 4: l'autore del post non intende offendere in nessun modo chi pratichi o predichi tale antichissimo rituale avendoli anche potuto benissimo chiamare mangiamerda).
quindi la DP ha fatto quasi quello che voleva presentando candidati impresentabili (nota 5 : avendo evidentemente vinto, si dovrebbe definire come decaduta questa espressione che proporrei di modificare in presentabili, questo per le regole della democrazia che sono molto più indulgenti di un, chessò, monopoli). poteva prendere di più (e nel qual caso potevano anche piovere cavallette e scendere l'Angelo del Male sulla Terra) ma, porca vacca, basta e vanza.
il pd poteva sperare in una febbre diarretica sfibrante per il 50% della popolazione italiana (la metà giusta) ma sarà per la prossima volta con le giovani leve (nota 6: l'autore del post vorrebbe fosse messo a verbale che d'alema con i baffi tagliati e i capelli tinti NON è da considerare giovane leva).
DP2 ha quelle figurine. se le volete, fatevi avanti.
le "?" hanno imparato la lezione. la base c'è. non più operai e lavoratori. si fottano. ma arguti schizoidi maniaco-depressivi, gente che gira per le strade urlando "è morto Berlusconi" e inveisce contro qualsiasi multinazionale (nota 7: per multinazionali intendono qualsiasi crociccio di più di due persone che danno l'idea di votare a destra); anziani nostalgici che sanno perfettamente che il mondo finirà nel 2030 e allora pensano "vadano tutti affanculo"; giovani che rimorchiano quelle di sinistra; giovani che non riescono a rimorchiare quelle di destra (nota 8: sull'oggettivo maggior fighismo di quelle di destra sono stati redatti centinaia di saggi e la spiegazione non è certo riassumibile in poche righe; fate solo un giro per le strade); qualcuno che ci crede, ci crede e basta, crede nei valori fondanti della sinistra, ci crede qualsiasi essi siano.

il punto 2) sarà molto veloce. ho visto il film "uomini che odiano le donne". va bene, è una puttanata pazzesca. però è anche uno dei pochi casi in cui una recensione si esaurisce nella sinossi (nota 9: sinossi viene dal greco e sono quasi certo che abbia la stessa radice con stipsi. perlomeno hanno molte lettere in comune).
un giornalista d'assalto duro e puro e panzone e nasone e butterato viene incastrato per delle false calunnie (1a sottostoria) e allora viene contattato da un vecchio, un industriale ricchissimo, per indagare sulla scomparsa di una sua nipote avvenuta 40 anni fa. il giornalista accetta.
il vecchio però si era prima informato su di lui tramite una hacker, una punk mezzo lesbica magra schiantata, con delle tette minuscole e stranamente cadenti e con dei problemi comportamentali derivati da un qualche trauma del cazzo avuto da giovane. la punk gli entra nel computer e intanto (2a sottostoria) va dal suo tutore nuovo (cioè, la punk, che deve aver fatto qualche puttanata in passato, deve sottostare ad un tutore legale) il quale tutore si rivela un porco e le fa fare un pompino per darle dei soldi e va bene.
il giornalista intanto indaga e legge nel diario della nipotina scomparsa dei numeri strani e la punk li legge da casa sua (cioè della punk) e scopre che sono riferimenti alla bibbia e manda a lui (cioè il giornalista) 'sta cosa. il giornalista la rintraccia e le dice "vieni a lavorare con me" e lei fa "Ma mi mo, cioè... va bene".
riprende la 2a sottostoria e la punk va dal tutore e lui la lega e la sodomizza ma lei ha registrato tutto e poi torna da lui, lo mena, lo lega, gli infila qualcosa su per il culo e gli tatua sul petto SONO UN PORCO SCHIFOSO e dice che lui non le deve più rompere i coglioni.
intanto il giornalista indaga sulla famiglia del vecchio e viene fuori che erano quasi tutti ex nazisti (3a sottostoria che però vi risparmio perché vi giuro che è proprio una gran fatica anche solo ripensare a tutte le boiate e i clichè legati a ciò) e la punk indaga su altre cose di brutto ma una sera salta addosso al giornalista panzone e se lo scopa e, insomma, nasce una storia tra i due (4a sottostoria).
i due si avvicinano sempre più alla verità e lui poi le chiede che le è successo da piccola per essere proprio COSI' punk ma dice pure che se non vuole dirglielo a lui non importa ma un giorno lei inizia a raccontare (5a sottostoria) e pare abbia dato fuoco a qualcuno.
i due indagano e scoprono tutto e poi la punk va dalla madre che non vede da anni e dicono cose intense e così si dovrebbe spiegare la 5a sottostoria ma non si capisce un cazzo.
il giornalista riceve poi dalla punk dei documenti hackerati dalla medesima che incriminano il tipo della 1a sottostoria e lui riguadagna il suo onore e la punk se ne va in giro adesso in tacchi e gonna dalle parti del tipo che il giornalista ha fatto incriminare e il tipo si suicida.
fine.
tanto nel 2030 a nessuno fregherà più un cazzo di niente.

Etichette:

10 marzo 2009

la Grande Storia del Gato

Luigi e RosaMilano, 29 dicembre 1935.
Luigi e Rosa ascoltano la radio in salotto sulle loro poltroncine in mogano e pelle. lei rammenda dei calzini che lui ostinatamente e stronzamente continua a bucare in punta. lui legge il giornale e sorseggia un cordialino mentre viene edotto su come spezzeremo le reni e il culo all'Etiopia. le ronde fasciste in strada oramai non sanno più chi menare e stanno decidendo se anche i pelati in fondo se le cercano due smazzolate.
hanno mangiato leggero (brodino acquoso che Rosa chiama "consommè" e 2-patate-2 ).
Luigi ha 27 anni, è brutto come uno scorfano ma tiene tanti progetti e degli sghei e quando legge il giornale e sta zitto è tanto buono e caro. Rosa ha 24 anni, è caruccia la qual cosa le è servito meno di zero se non che, quando è in fabbrica e fa le sue cose da segretaria, qualche impiegato le guarda il culo e le dice che è tanto brava.
Rosa: "Vacca miseria, mi sono punta ancora."
Luigi: "Eh?"
R.: "Questi calzini del menga. sei peggio di una trivella con quel ditone."
L.: "Rosa?"
R.: "Se gh'è?"
L.: "Che giorno è oggi? quanti ne abbiamo?"
R.: "Mah, il 29, credo."
silenzio. Luigi appoggia il giornale. tira giù d'un fiato il cordialino e si guarda il piede.
L.: "Devo tagliarmi le unghie."
R.: "Già."
L.: "Il 29... Mi sa che è proprio giornata."
Rosa strappa coi denti il dilo e guarda il calzino cicatrizzato e martoriato.
R.: "Vè, ho finito. fallo durare stavolta."
L.: "Rosa, è serata. stasera dobbiamo farlo. dai che abbiamo saltato il mese scorso. c'hai mica il mal di testa, vero?"
Rosa sospira. piuttosto si sparerebbe in un piede. al Luigi ci vuole anche bene ma pure scopare...
R.: "sono stanchetta. se è una cosa veloce..."
L.: "ma si, ma si. andiamo in camera."
i due si alzano. lei pensa che domani magari nel brodino ci mette pure un pezzo di carne, perché no? lui spegne la radio e canticchia una roba scema e si guarda il culo della sua Rosa.
squilla il campanello. Luigi guarda l'orologio. le 20 e 45.
L.: "Ma chi l'è che può essere a st'ora?"
R.: "Non lo so. va' a vedere, no?"
Luigi sciabatta alla porta. guarda dallo spioncino. un uomo. bello, ben vestito. la faccia seria.
sarà mica il partito, pensa.
L.: "Chi è?"
Uomo: "signore, lei non mi conosce ma sono qui per una faccenda di estrema importanza."
L.: "Ma chi è lei?"
U.: "il mio nome non ha importanza. sono un inviato speciale. mi chiami Gato. devo parlarle di una cosa della massima urgenza."
Luigi guarda Rosa e alza le spalle. il volto dell'uomo fuori, però, gli ispira fiducia. ed è curioso di sapere cosa vuole. apre la porta. in fondo, quell'ora nel palazzo sono tutti a casa.
U.: "Grazie. scusate l'orario ma ho viaggiato a lungo e sono riuscito a raggiungervi solo ora. lei deve essere Luigi e lei Rosa. piacere, Gato."
R. e L.: "piacere. si accomodi. desidera qualcosa da bere?"
U.: "no, grazie. è importante che vi spieghi il motivo della mia presenza. so che risulterà difficile per voi capire fino in fondo ma voglio che mi ascoltiate con attenzione."
L.: "o madunina, è successo qualcosa di grave?"
R.: "e fallo sedere, no? un così bel giovanotto. venga, si accomodi."
U.: "Certo, grazie."
nella casa c'è un vago odore di muffa. Gato scruta con attenzione il loro volto.
U.: "non preoccupatevi non è successo nulla. per il momento. è proprio per questo che sono qui. per impedirvi di fare una cosa terribile."
L.: "mi scusi, neh. ma proprio non capisco. cos'è che potremmo fare di terribile. la Rosa fa la segretaria. io sono un impiegato in banca. mica che si faccia chissà che."
U.: "Già, già. so che siete persone per bene. due lavoratori. proprio per questo so che capirete quello che sto per chiedervi."
Gato si rischiara la voce. lo sforzo della cosa imbrunisce per un attimo il suo splendido volto.
U.: "voi due questa sera non dovete accoppiarvi."
L.: "Cosa? ma cosa l'è ch'el dice? è matto?"
U.: "no, magari lo fossi. tutto sarebbe più semplice. cercherò di essere il più diretto possibile. io vengo dal futuro. esattamente dal 2010. un fisico è riuscito a costruire la macchina del tempo, un uomo straordinario chiamato Fabio Toscano ha studiato le applicazioni di un film della nostra epoca, Star Treck, ed è riuscito in quello che sembrava un sogno della scienza. e mi ha contattato subito per quello che sembrava un progetto folle: intervenire sul passato per alterare il futuro. quello che debbo dirvi non è facile, ma voi dovete ascoltarmi. questa sera voi sarete andati a letto, vi sareste accoppiati e lei, Rosa sarebbe rimasta incinta. 9 mesi dopo, esattamente il 29 settembre, sarebbe nato un maschio. e questo non deve succedere. io sono qui per impedirvelo."
il silenzio cala nella sala. Rosa e Luigi si guardano sbigottiti.
L.: "ma lei è matto come un cavallo. come pensa che possiamo crederle."
Gato mette una mano in tasca e tira fuori un foglio rosa.
U.: non volevo arrivare a tanto. ma sapevo che non sarebbe stato facile convincervi. guardate. questo è una pagina del più autorevole quotidiano dei nostri giorni. la Gazzetta dello sport. guardate la data. è un articolo riguardante un famoso avvenimento sportivo. leggete. vedete come è intitolato questo avvenimento? il Trofeo LUIGI BERLUSCONI. calmatevi. in pratica è una minchiata di partita giocata in agosto, un trofeo inutile che si svolge durante la preparazione estiva delle squadre di calcio, una roba terrificante in cui i calciatori si menano per niente. un inutile sfoggio di violenza bruta. ed è suo figlio che l'ha inventato. si, Silvio, il suo futuro figlio le ha dedicato sta cagata per ricordarla, si rende conto? quel demonio ha oltraggiato la sua memoria. non immagina i danni che quel trofeo ha recato al nostro paese. Buffon, il più grande portiere dei nostri tempi, si è rotto una spalla durante quella partita. chiunque lo vinca, poi non vince più nulla, peggio di una maledizione biblica. nella zona intorno San Siro quella sera non si trova parcheggio neanche pregando in aramaico. perciò io vi chiedo di astenervi questa sera. per l'umanità. per il vostro paese. per il bene. e forse altererò ulteriormente il futuro, ma per consolarvi, vi dico che avrete altri due figli, Maria Antonietta e Paolo. quelli potete farli tranquillamente. Paolo verrà su un po' coglionazzo ma al limite si farà qualche subrette e dirigerà un quotidiano con i piedi."
L.: "è terribile... mio figlio, un trofeo... noi non lo potevamo sapere... NON LO POTEVAMO SAPERE..."
U.: "lo so, lo so. è per questo che sono qui a parlarvi. per impedire che il vostro buon nome venga infangato."
R.: "grazie, Gato. grazie davvero. le giuriamo che non faremo nulla. io c'avevo anche un po' di mal di testa."
U.: "bene, mi sono tolto questo peso anche se la mia missione non è ancora finita. devo viaggiare e viaggiare, fino ad una casa romana nel 1954. a casa VELTRONI..."
L.: "certo, vada a salvare il suo mondo, viaggiatore nel tempo.ma, solo un'ultima domanda: sono tutti belli come lei nel futuro?"
U.: "No."

Etichette:

03 febbraio 2009

fuori orario (cose che dio-ce-ne-scampi di vedere)

Meine Grosse CiuccionaOPERAZIONE VALCHIRIA.

questo film è ambientato nella seconda guerra mondiale (per quelli poco ferrati in storia, è quella guerra tra la prima e la terza) e tratta di come un gruppo di giovani ufficiali nazisti tenti di assassinare Hitler (sempre per i meno informati, è quello che ha fondato un simpatico circolo chiamato Partito Nazista, una specie di Rotary dedito alla canasta il venerdì sera e allo sterminio degli ebrei e dalle cui propagini sono sorti altri circoli di buffi cazzoni come la P2 e Scientology e i Lefebriviani).
Tom Cruise fa la parte di un ufficiale con la benda nell'occhio perché la sua costumista (una di quelle dedite alla Kabala e alla chetamina) ha deciso che avrebbe fatto "cosìììì pirata!". siccome che Tom è un nano frocio ma miliardario, tutto il film è stato girato nella rivoluzionaria tecnica del Nanoscope, che consiste nel piazzare sempre la camera in modo tale che sembri alto 2 metri e con un pacco enorme.
il film inizia con un veloce inquadramento storico, tipo che cazzo si combinava in Germania in quei tempi, come avevano risolto il problema del riscaldamento bruciando i libri, perché Hitler portava quei baffi da coglione. dopo che il pubblico di americani deficienti nelle loro poltroncine zozze di pop-corn bisunti ha potuto inquadrare il periodo e fare "Ooooohhh! Sembra una storia vera!", parte la trama vera e propria.
Tom Capitan-Uncino decide che ne ha abbastanza di uno più basso di lui che decide tutto e non è neppure di Scientology, così dice ai suoi uomini di farlo fuori con un piano astutissimo: sparargli in faccia non appena qualcuno ce l'ha davanti. intanto suppongo che si scopi una tipa perché 2 ore e 30 senza neanche una chiavata sarebbero veramente troppi. una scena centrale per rendere la psicologia complessa del personaggio di Tom a tutto tondo, è quando cammina per le strade di Berlino durante il gay pride e con l'occhio buono scorge una bambina ebrea e si assiste a questo splendido dialogo.
Tom: "Ciao. come ti chiami?"
Bambina Ebrea: "Gertrude Weinstein"
T.: "Cazzo, ma allora sei ebrea!"
B.E.: "Si, signore. Hitler ci vuole tutti morti. perché, signore?"
T.: "Chi?"
B.E.: "Hitler. cosa abbiamo fatto di male?"
T.: "Ehm, io non lo sapevo. Cristo santo, NON LO SAPEVO!"
B.E.: "Io ti voglio bene, signore"
T.: "Anch'io, Gertrude, anch'io. spaccherò il culo a quel nano"
B.E.: "spaccherà cosa?"
T.:"Niente, Gertrude. vai a giocare coi tuoi amichetti"
Gertrude corre via sotto il carro delle drag queen. primo piano di Tom e del suo pacco barzotto.
naturalmente finisce tutto in vacca perché la Storia è la Storia e sappiamo tutti che Hitler ora vive in Brasile, fa surf e vive con una trans che chiama Meine Grosse Ciucciona.
Tom è davanti al Fuhrer e fa per sparargli in faccia ma la pistola fa cilecca (ed un sagace primo piano dell'arma rivela la scritta made in china e come non leggere una velata critica alla dittatura economica del gigante asiatico), allora scappa sul tetto del Reichstag e l'astronave del leader di Scientology arriva a salvarlo e finisce con Tom che guarda da un oblò e dice: "Ci rivedremo, dannato Fuhrer!".

Etichette: ,

15 dicembre 2008

La Merenda di Natale

Merenda di NataleCome alcuni di voi già sanno, il prossimo sabato a casa dancin torna la Merenda di Natale.
Stiamo cominciando a ricevere le prime conferme e i primi gentilissimi-no-grazie e devo dirvi che tutto sommato facendo una veloce botta di conti credo che ci divertiremo.
La mia dolce consorte, come suo solito, si adopererà per fare in modo che se per caso invece che in 20-30 dovessimo essere in 6000 non si possa notare la differenza in termini di disponibilità di viveri.
Tra i vari accorgimenti a cui abbiamo pensato per fare in maniera che l'evento sia indimenticabile (cfr: "fu una serata memorabile, tanto che il giorno dopo nessuno se la ricordava", Vinicio Capossela), non abbiamo dimenticato di invitare El Gato.
Stimolando il suo spropositato, maiuscolo EGO gli abbiamo fatto capire che, come una partita del Milan non è una partita del Milan senza le smorfie di Galliani e un pesce senza bicicletta non è nessuno, una festa non è una festa senza di lui.
L'abbiamo invitato via mail, evabbene.
Riceviamo oggi questa sua risposta, che volentieri pubblichiamo:
"gentile Paolo e Chiaro,
la Eugenio Bucci inc. è lieta di annunciare la sua probabile partecipazione all'evento da Lei annunciato.
come da contratto standard, alla Eugenio Bucci inc. preme far risaltare solo le cose essenziali per un suo gradevole soggiorno e per il successo del vostro evento, quelle 2 o 3 cosette perché tutto fili liscio e colui-che-tiene-la-torma-di-cani-enormi, non debba rilasciare i suddetti cani enormi.
1) l'atterraggio dell'elicottero presidenziale avverrà tra le 19 e 30 e le 23 e 30;
2) siete pregati di radere al suolo le 3 case confinanti per ampliare la lista di atterraggio (Egli in Persona tiene a guidare personalmente l'elicottero nonostante gli si ripeta scherzosamente "Ma sig. Bucci, lei non ne sa un cazzo di elicotteri!);
3) 3 hawaiane in pareo dovranno porgergli una cesta di frutta fresca (roba standard, pesche noci, papaya striata della Guinea, ribes come se piovesse, un frutto dimenticato antichissimo di cui mi sfugge il nome ma che c'è solo nel giardino di Tonino Guerra e tanto vale, mio consiglio, che portiate tutto quello che c'è in quel cazzo di giardino);
4) nessuno deve sapere della presenza di Lui in Persona (lo dico per voi e per evitare i soliti casini tipo intasamenti autostradali, scene isteriche, gente sconosciuta che all'improvviso diventa i vostri migliori amici);
5) nessuna domanda sul suo recente soggiorno a New York e la sua storia con Scarlett Johansson e niente domande, Dio ve ne scampi, su quella scazzottata con Russel Crowe;
6) figa come se piovesse.
direi che è tutto.
ah, il cachet al solito è di 200.000 Paperdollari (al cambio attuale sono circa 1,5 milioni di ruei).
e no, non accettiamo dei Fonzies scaduti come pagamento (perdoni la precisazione ma è successo anche questo e noi vogliamo solo Fonzies NON SCADUTI, grazie).
aurevuar, adios, gudbai, schanzstaigher"

Non aggiungo altro, mi sa che valga la pena esserci...

baci

Etichette: ,

14 ottobre 2008

fuori orario (cosa mai viste)

Recensioni Intelligentiquesta nuova rubrica è fuorisincro. perciò ogni 3 righe saltatene una.
qui verranno recensiti film, spettacoli, album mai visti o sentiti.
ma sul serio.
cioè, si scrivono recensioni su cose delle quali ci si è fatta un'opinione ma che non è mai capitato di incrociare neanche per sbaglio.
capita a tutti di sentire delle opinioni, di vedere magari il trailer di un film e da lì iniziare ad immaginare che roba sia e farsi un giudizio di merito e, oltretutto, di passare questo giudizio verso altra gente (spacciandosi spesso come uno che ha "realmente visto il film", dicendo robe tipo "ti puoi fidare, è una cagata pazzesca"), la quale altra gente lo passerà ad altra gente venendosi così a formare la cosiddetta "opinione pubblica" (se, come si dice, "la calunnia è un venticello", allora l'opinione pubblica è una scorreggia monsonica).

oggi recensisco Kung Fu Panda.

il nuovo lungometraggio della dreamworks che una società di spielberg (quello dell'extraterrestre col ditone medio e la frusta e il cappellaccio) e di lucas (quello di guerre stellari 1, 2, 3 , 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e guerre stellari 1digitally rimastered, 2 digitally rimastered, 3...), cioè due tipi che hanno hollywood (mica torbella monaca) per le palle e che hanno deciso di invadere il mondo del cartoon con storie moralistico-minchione per le famiglie.
dopo 3 anni (3 ANNI, cristo santo, spero che i ritmi di lavoro fossero tra i più cazzeggianti della storia, lo spero per loro) di lavori, alla fine il nuovo film è fuori.
è la simpatica storia di un panda ciccione che va in un monastero per imparare il kung fu e lì incontra tanti simpatici animaletti che lo addestreranno e interragiranno con lui nel più simpatico dei modi. tante gags ma si pensa anche molto in 'sto film, si riflette sulla natura e sulla forza di volontà dei panda ma non solo, la morale è che se lo può fare anche un panda ciccione, allora anche qualsiasi adolescente bruffoloso e pieno di dubbi (cioè, gli adolescenti di dubbi ne hanno pochi, sanno perfettamente che non vogliono fare un cazzo a parte scopare e farsi le canne) può riuscire nella vita a laurearsi in medicina o ingegneria e poi trovare lavoro e farsi una famiglia e figliare e andare a troie e nei weekend portare i figli a vedere kung fu panda così che i figli poi ce la facciano a studiare.
la lavoridifantasia ha fatto un lavorone sull'animazione che è uguale a tutte le altre minchiate d'animazione a parte non farti venire degli attacchi epilettici per l'infrarame troppo rapido.
le voci nell'edizione italiana sono di.... boh, cutugno che fa il panda e... eva henger che fa il perfetto risucchio dei lavandini.
dura un sacco ma in certi cinema ci graziano con la pubblicità all'intervallo cosicchè si può andare in bagno a piangere sommessamente, farsi una canna e telefonare a Olga che domani si passa da lei e si fa una doppietta se ci fa lo sconto.
buona visione.

Etichette: ,

03 ottobre 2008

donna gato risponde (se riesce a sentirvi, e alzate quella voce, cazzo!)

Troia!cara donna gato,
sono una donna come te. cioè, sono molto figa e piena di uomini che mi sbavano dietro. io cerco di esaltare come tutte noi donne le parti migliori del mio corpo: metto minigonne vertiginose che slanciano le gambe da cerbiatta, scolli all'ombelico perché nostro Signore mi ha dotata di due tette da sballo, trucco da baldracca per far risaltare gli zigomi e dare dell'incarnato rosso alle labbra perché ho scoperto in prima adolescenza che labbra rosse carnose=promessa di gran pompino.
io non biasimo gli uomini per questo. sappiamo bene io e te che hanno qualcosa nel loro ipotalamo che, alla vista di tette e culi, spegne ogni afflusso di sangue verso l'emisfero sinistro del cervello e attiva le ghiandole della bava come dei cani di Pavlov. è un fatto chimico che il Buon Dio ha provveduto ad installare nei loro software danneggiati per far si che la nostra razza si riproducesse (questo prima che Satana inventasse i preservativi e le creme spermicide).
siccome che ho un carattere gioviale e aperto ed espansivo, tendo a giocare molto con loro. faccio cadere le penne davanti alle loro scrivanie e poi mi piego e 7/8 delle tette escono dall'involucro di stoffa e loro lì che sbavano. appoggio il culo sulle loro patte quando vado in autobus fingendo di cadere. e altre 3, 4 cosette che ho imparato negli anni. non c'è niente di male in tutto questo, non credi?
d'accordo, con certuni ci scopo ma quello è solo perché sono fatta di carne e vorrei tanto tanto innamorarmi ma, al giorno d'oggi, trovare qualcuno decente disposto a lasciare la moglie non è mica facile da trovare, lo dicono anche le statistiche e le statistiche sono numeri, mica cazzi.
eppure noto che le altre donne prendono la cosa molto male. mi parlano dietro. non mi invitano allo shopping o alle cene coi loro mariti. nei bagni dell'ufficio c'è anche scritto il mio nome con di seguito TROIA. questo mi fa molto male. non riesco a capire come possa essere. mi dico "dai, lo sai che è solo ignoranza e paura, che invidiano le mie forme mozzafiato e se solo si prendessero la briga di conoscermi meglio, capirebbero che persone cara e amorevole sarei".
però ti assicuro che non è facile.
cosa mi consigli? dovrei provare a parlare con loro e fare vedere come sono dentro? oppure dovrei semplicemente ignorarle e andare fiera di quello che sono?
un bacione,
Sfasciafamiglie '82

cara Sfasciafamiglie '82,
come non capire quello che stai passando?
nella nostra società le donne come te hanno sempre dovuto lottare contro i pregiudizi. avere un bel corpo ed esibirlo ed usarlo non viene accettato. abbiamo tutti la tendenza ad etichettare la gente, a metterla in una categoria facile da capire.
le tue colleghe ti hanno scritto TROIA sui muri del cesso. e per loro quello sei. una TROIA. magari solo perché ti sei fatta la metà dell'ufficio e l'altra metà te la stai per fare. e questo significa essere TROIA? solo perché ti scoperesti anche le gambe del tavolino? no, cara amica, no. TROIA deriva dal greco classico troios e significa 'Larghezza di vedute e di vulva'. indica una forma di apertura mentale che non è da tutte. tu sei speciale. perciò gira fiera di ciò che sei, richiedi una tariffa adeguata alle tue prestazioni (sul sito maracarfagna.org ci sono i tariffari aggiornati e le tabelle per la riconversione in posti al ministero) e grida al mondo la tua generosità.
con affetto e stima, donna gato
ps: per me comunque sei più VACCA che TROIA.

Etichette: ,

28 settembre 2008

donna gato risponde e bofonchia

Bohtra le migliaia di lettere che ricevo ogni settimana (per inciso, pregherei tali HERA e ENEL e RECUPERO CREDITI, certamente nomi falsi di qualche maniaco, di smetterla di tempestarmi di missive a cui non risponderò), ho deciso di pubblicare quella che mi è parsa la più struggente.

cara donna gato,
mi chiamo Osama B. L. e ti scrivo dalle montagne del Afghanistan.
vacca troia, mi dicono che non avrei dovuto dire dove sono ma qui non c'è neanche una cazzo di gomma da cancellare e allora non importa.
l'Afghanistan è una regione bellissima. di questa stagione le rocce e i sassi brulli si riempiono di sfumature di mille colori, fioriscono le erbacce e anche le donne hanno un non so che di strano nella punta del loro naso (l'unica parte scoperta, un bel casino quando vai allo shopping center e poi lei va al reparto cosmesi e non sai più dove cazzo sia).
il latte di capra è buonissimo, le frittelle al latte di capra una ghiottoneria, la minestra di latte di capra buono buono, il latte di capra macerato e servito con un'abbondante spruzzata di latte di capra una vera leccornia.
ho tanti amici e la sera al bar ci si fuma oppio, si beve latte di capra e si gioca a Risiko, anche se siamo rimasti in pochi ormai perché nel Risiko afghano si fanno saltare in aria i paesi con attentati suicidi e proprio ieri sera quel coglione di Omar si è fatto esplodere proprio sull'Afghanistan.
perciò non avrei proprio nulla di cui lamentarmi.
abbiamo la tv via cavo con un sacco di messaggi che registriamo e poi ci riguardiamo coi popcorn al latte di capra (non so, l'altro giorno ho fatto quella della grotta dove leggo una roba e imito Borat, uno spasso).
eppure sento dentro come un vuoto, qualcosa che non va. mi chiedo se è tutto il mondo ad essere sbagliato o se sono io. il mio psicanalista è saltato in aria mentre si prendeva la Kamchatka (che, detto tra noi, è proprio una roba da sfigati valendo veramente poco).
allora, cara donna gato, ho bisogno del tuo conforto e delle tue parole saggie.
qual'è il senso della vita, donna gato?
distinti saluti.

caro Osama B. L.,
sono felice di sapere che anche in Afghanistan mi leggete. la tua lettera mi ha toccato molto e dalle tue parole ho percepito un profondo malessere.
sai, molta gente potrebbe pensare a voi come dei sempliciotti ignoranti e retrogadi, dei mega coglioni a cui la mamma da piccoli doveva dare qualche scappellotto e calcio in culo di più.
ma io no. so cosa significa la monotonia della vita di campagna. e le grandi domande esistenziali che nascono tra le pietre, le erbacce e un'alimentazione a base di latticini.
la vita, caro Osama , è qualcosa di indefinibile. siamo soli? qual'è il senso della nostra esistenza? la morte è la fine di tutto? ti dirò quello che mi disse il grande santone Sai Kiki mentre ascendeva al 7° livello di estasi tantrica e io arrancavo tra 3° e la 4° in mezzo a un traffico della madonna (sai, era sabato pomeriggio):
boh.
ecco cosa disse.
il mio maestro poteva mandarmi a cagare per quella domanda scomoda. ma non lo fece. disse "Boh". poi mi ha salutato perché c'era un festino all'8° livello di estasi tantrica e doveva salutare della gente.
ma quel "Boh" mi è rimasto dentro.
ho riflettuto mesi e alla fine, come un'illuminazione, ho capito.
quel "Boh" era un incitamento, significava "dai, ragazza, non rompere i maroni e datti da fare, bevi, spassatela, dacci dentro da matti".
perciò io giro a te questo consiglio.
fai delle cose. impegnati. dacci dentro. e stasera a Risiko afghano fatti una bella imbottita di C-9 e grida Fanculo e fai saltare qualcosa di grosso. tipo Arcorelandia.
dai, Osama. ROCK'NROLL

Etichette: ,

31 luglio 2008

spaccaculo

El Batman Gatosalve.
mi chiamo gato e sono un libero professionista, pulito, di discreta-alta cultura. amo la poesia e i film di truffaut, il montepulciano d'abruzzo e i formaggi d'alpeggio. cerco dominatrice che mi infili delle bottiglie di chateau margaux '90 su per il culo. astenersi perditempo.
l'immagine di dancing che mangia le fettuccine mentre il figlio (suo? mio?chissà...) caga le pappette plasmon fatte apposta per liquifare le feci, è pura poesia. come quella di napo che mi piscia accanto sotto la doccia. tanto che alla mignotta del mercoledì (erika, belloccia, pesa 130 kg. ma il mercoledì è sacro,è la serata del sadomaso) ho chiesto di cagarmi addosso vestita con dei pannoloni di pelle nera. ed è anche l'immagine perfetta della deriva morale dell'italia, del disastro morale ed economico a cui, ahimè, non è da vedersi fine.
questo è quello che pensavo fino all'altro giorno.
ma poi sono andato alla multisala un pomeriggio, ho pagato i mei 4 euri raccimolando tutti i centesimi che avevo nel salvadanaio, ho fregato una haribo caduta per terra ad un bambino e mi sono seduto. e ho capito. era l'ultima puntata della saga di batman. non starò a menarvela con minchiate tipo che il regista è christopher nolan ed è bravo, che il joker è bravo e poi è morto nella vita vera dopo che era stato anche un cowboy frocio, che l'attore che è batman ha menato la mamma e ha perso 30 kg. per fare un film del cazzo. no. il punto è che tutto è diventato chiaro minuto dopo minuto.
allora. qui batman è nero più che mai e la sua città è ridotta ad una merda collassata, tutti corrotti e sporchi, c'è chi dice che batman è cattivo e chi dice che è buono, la mafia fa la mafia e allora vuole ammazzare batman e si fa vivo tale joker che dice che glielo ammazza lui il batman e tutto è sempre più nero e certe volte non si capisce un cazzo ma così è la vita. poi c'è un procuratore di giustizia buono che se la fa con la ex di batman (cioè, non si vede che se la scopa ma si legge tra le righe, un po' come io e dancin) e dopo tutto un botto, batman deve decidere chi salvare tra la ex e il procuratore e lui salva il procuratore perché la giustizia deve trionfare e il procuratore si brucia mezza faccia e gli girano i coglioni e se ne va di testa, ma di brutto, e batman ammazza pure lui e cattura il joker che bofonchia e manco fa ridere, e batman decide che la memoria del procuratore deve essere integra per il bene della città e che lui farà il cattivo ma solo di facciata e finisce con batman che sgomma.
chiaro, no?
questo film spacca il culo.

Etichette: ,

04 aprile 2008

SPQR, senatus populusque roditores

Futuro?...compagni roditori,
il momento è serio e la gente mormora. d'altronde se il momento mormorasse e la gente fosse seria saremmo in Francia.
le elezioni sono alle porte. vi stanno suonando il citofono. e voi non dovete fare come il solito "uffa, che palle, saranno le bollette o i soliti testimoni di genova o geova". no. dovete aprire fiduciosi la porta perché chi vi ha suonato è il Futuro. certo, c'è il rischio di beccarsi una sprangata in testa e che vi fotta tutte le ceramiche dei punti Mulino Bianco. ma ne vale la pena. dategli un cordialino e parlate con lui. fatevi spiegare bene cosa cazzo vuole. tra poco si vota e il Futuro è ad un bivio. avete voglia di dirgli che non siete di lì, che giri la prima a destra e poi chieda. il Futuro tiene a voi. vi vuole bene. vi fotte tutti i giorni. se non è amore questo.
vi dirà "devi fare una scelta. berlusconi o veltroni o pizza o fichi. ci sono tante cose serie da decidere. il futuro dei vostri figli, anche perché o si mette la serie A a 200 squadre o non ci sarà lavoro per tutti. l'ambiente è uno schifo. avete sporcato tutto il pianeta e lasciato la monnezza in mezzo. eccheccazzo. quindi leggete, no, scusate, ho esagerato, chiedete a qualcuno delle informazioni, fatevi leggere i programmi. informatevi. e poi votate. chi minchia vi pare ma fatelo."
voi vi riprenderete dal torpore (il Futuro è un po' prolisso, lo so) e penserete 'che cazzo, tu sei il Futuro, dovresti dirmi TU che fare'.
poi il Futuro vi chiederà di andare in bagno e piscerà in piedi con la ciambella giù e voi avrete il tempo di riflettere con più cura. penserete al volto smosciato e stanco di berlusconi. a veltroni che parla con dietro una vallata piena di cerbiatti e uva e davanti un convento di frati begoni. a canale 5 e a rai 3. alla coop e alla Standa. a Aida Yespica e alla Bindi.
e il Futuro sarà già fuori di casa. in un altro posto a suonare il campanello e a dire "posso lasciare La Torre di Guardia?".

Etichette: , ,

09 marzo 2008

BUCZILLA CONTRO DANCINATOR

El Gato Schiacciatooggi facciamo la madre di tutte le compariadi.
bucci vs. dancin.
il motivo è molto semplice. è da quando ci conosciamo che veniamo sempre comparati. io a 16 anni ero il sosia ufficiale di rupert everett (che solo dopo si è accidentalmente venuto a sapere che è gay, ops, scusate, frocio) e scorrazzavo per le scuole come il dritto figo che ero quando non venivo preso a colpi di Tegolini in faccia dai compagni. dancin il rosicone si è inventato che qualcuna gli aveva detto che era il sosia di tom cruise (non frocio ma scientologista che è poi la chiesa di coloro i quali devono nascondere la loro froceria). la scuola si è spaccata a metà: le gnocche parteggiavano per me e andavano con dancin, le cesse parteggiavano per dancin e basta.
a calcio io mi ero presentato come el gato, funambolico palleggiatore brasiliano capace di illuminare ogni trequarti e pure di ramazzare gli spogliatoi. dancin si è inventato il suo famoso stop-del-mazzo-di-chiavi e s'è beccato il ruolo di trequartista 30 metri più in là da canosani (portiere urlatore).
e ne avrei ancora da dire.
così beccati questa realistica e distaccata compariade.

parametri:
1) bellezza;
2) intelligenza;
3) fisico;
4) simpatia;
5) capacità riproduttiva.

1) io ho il naso alla francese, la fronte ampia e ben tenuta, i capelli fini e delicati come spighe di grano, un cazzo di 30 cm (misurazione dell'ombra al tramonto), occhi azzurro mareemonti, bocca labbrona e vaporosa come un sufflè.
dancin ha una patata per naso, non ha la fronte, i capelli stopacciosi e poco curati (ridevi del mio Elsevè al mughetto, eh?), un cazzo vermiforme, occhi marrone cacca, bocca sottile e bugiarda.

2) io parlo 3 lingue e sto imparando l'italiano, ho preso 7 in un compito di matematica alle medie, so ruttare wyoming (questo va messo anche nel parametro simpatia), sono un animale con la dizione da accademico.
dancin non è stupido. ha assorbito come una spugna ogni mio insegnamento, spaccia come sue disanime dai miei temi delle elementari, capisce in un suo modo grezzo e rude le cose e se lo accarezzi risponde facendo le fusa.

3) cioè, io sono così naturalmente, non faccio palestra o sport. è solo che la struttura da statua classica greca (escluso il pippo in miniatura che è grosso grosso e sproporzionato) me l'ha donata madre natura. è un fatto oggettivo e incontestabile, certo che se poi uno ha delle perversioni che gli piaccioni i ciccioni o i mostri, allora sono fatti suoi.
dancin è caruccio. la plastica al mento gli ha tolto il rostro e il peeling facciale all'acido glicolico gli dà sempre quel tono mezzo bruciacchiato da vacanziero alle Maldive. sempre a chiedermi "ma come fai, come fai" e io proprio non so che dirgli, "amico, uno deve accettarsi per com'è", ma lo so che è dura. e poi non vuole più presentarmi alla sua donna perché lei mi mangia con gli occhi ma ci sono abituato.

4) la mia è una simpatia cerebrale. doppisensi pieni di gusto e ricercatezza, mimica primordiale alla buster keaton e tanto acume. cioè, faccio ridere di pancia e di testa. posso far ridere o sorridere. maneggio le arti dell'ironia e della comicità con una capacità che è figlia di istinto e ragione, neanche mi rendo conto dell'effetto che ho sulla gente e delle possibilità inespresse.
dancin è simpatico. forse leggermente triviale quando si incendia le scoregge e ti parla muovendo le chiappe. però a molti piace, è un tipo di umorismo virato verso un immaginario alla boldi e de sica. certo, è simpatico.

5) io devo stare attento a dove lo infilo. no, perché una goccina della mia roba è capace di produrre una nidiata di gemelli. una mia ex scherzando usava dirmi "Eugenio, è meglio se non lo facciamo perché ho mal di testa e poi tu sei talmente maschio". questa storia poteva durare mesi e poi di solito mi lasciano ma le capisco, la pressione è troppo alta, una biscia simile unita ad una tale capacità riproduttiva. inseminator.
dancin ha una palla. non credo di dire nulla di male. è una persona normalissima, solo che il suo sperma assomiglia alla Levissima. mentre gli raccoglievo la saponetta nella doccia, quante volte gli ho spiegato cosa fare, tipo affittare un puttano e operare un cambio velocissimo sotto le coperte per ingravidare la moglie. vedo che il consiglio ha funzionato.

Etichette: ,

19 febbraio 2008

le compariadi (non ricordo che cazzo di puntata sia)

vorrei fare alcune premesse all'ennesima puntata delle compariadi:

1-da ieri ho un computer nuovo e mi collego col cellulare per cui sono entrato nel 3° millennio e posso vedere tutto il porno che voglio, chessò, clicco "Kiki nudo" e vedo la bega del mister o "Dancin naked" e vedo paolo che si palleggia i maroni su youtube.

2- questo naturalmente non significa che non sia rimasto il ragazzo semplice di una volta.

3- ciò che dice dancin sulle donne è misogino che non è una parolaccia ma viene da misoiginos che è greco e significa "sapienza". e come ci spiegano gli assiri (popolo illuminato quando non sgozzava vergini da offrire ad un dio a forma di cialdone), è solo che le donne non hanno il cazzo che non solo è pieno di vasi sanguigni ma anche di sinapsi cerebrali e di intelligenza a litri oltre ad essere utile per sollevare le sportine e pisciare dove cazzo si vuole.
oggi compariamo due categorie generali di media utilità:
democrazia vs. dittatura.

parametri:
a) iscritti;
b)durata media;
c)incidenza malevola delle donne;
d)risultati sull'economia.

a)la democrazia ha un sacco di iscritti. cioè, tutti quanti perché chi l'ha inventata doveva essere un capo scout o una roba simile,uno di quelli che vogliono sempre coinvolgere tutti nei giochi, più siamo meglio è e tutte ste baggianate. allora sto minestrone è il più grande club del mondo, più del rotary della P2 (no, la P2 è più grande).
la dittatura è il bambino violento che porta via il pallone e se ne sta da solo.

b)la durata media di una democrazia è molto bassa perchè di solito tra tutti c'è qualche bambino violento col pallone e tutti a dirgli "dai, gioca con noi, ti vogliamo bene" e il bambino capisce con che razza di minchie ha a che fare e manda tutto a puttane.
così si passa alla dittatura che perlomeno ha poche spese di manutenzione, basta tagliandare ogni tanto il bagno di sangue e fare un unico tg, e lanciare il pallone alla folla che gioca, è felice e non rompe i coglioni. durata media: illimitata.

c)in democrazia le donne con le loro vagine vuote sentono il dovere di dover dire qualcosa con le conseguenze che immaginate.
il dittatore è uomo.

d)mmmm, le economie delle democrazie sono tutte un gran casino, società, competizione, tresche, regole, ricucci, capitali spostati e poi rimessi a posto, bilanci, per cui è tutto un gran frullato di soldi che non ci sono come a monopoli.
il dittatore spende tutto per lui che mi pare più coerente e giusto.

io alle prossime elezioni voto Noriega.

Etichette: ,

29 gennaio 2008

le compariadi: 3° puntata.

Sataningeroggi affrontiamo un punto fondamentale nella nostra vita spirituale (non so voi ma la mia svivacchia nei week-end).
papa ratzi vs. satana.

parametri:
a) aspetto fisico;
b) aspetto metafisico;
c) reddito;
d) indice di gradimento

a): papa ratzi è un bell'uomo dalla mascella volitiva e il capello bianco pantone 231. il suo involucro terrestre avrà circa 75 anni e lui se taglianda con cura. non sono certo se dorma in una tenda ossigenata come maicol jackson e raoul (non bova ma il capitano del real madrid).
satana è dentro di noi quindi ha il cazzo di aspetto che gli pare.

b): metafisicamente papa ratzi è un superdritto, cioè coi contatti che ha quello se ne va sparato diritto in paradiso dove sarà candido d'aspetto e bla bla bla. sarà un grande cherubino crucco, me lo sento.
satana è il lato oscuro della forza, quindi una specie di dart fenner con le corna sul cui fascino asmatico credo che nessuno avrà da ridire.

c): papa ratzi, pur sbattendosene altamente di quella mera illusione che è la vita terrena, ha una villa a castelgandolfo, un complesso residenziale chiamato Vaticano, più oro e diamanti al collo di 50 cent, un esercito alabardato.
satana è quello che gli ha fornito la roba.
cioè, senza fare polemica.

d): ratzi è un po' giù, ma quando tutti i feti saranno salvati, saranno cazzi. i cazzi di ratzi.
satana è alle stelle (si fa per dire). piace molto la sua immagine sbarazzina e disinvolta alla Amici.

Etichette: ,

20 gennaio 2008

le Compariadi (parte 2)

Studio APERTO ;-)gentili babbani,
mi sono molto impiegato in questi giorni affinchè il nostro team di esperti eseguisse tutti i necessari test comparativi, sbucciando dati su dati, ore su ore di prove estreme.
kamir kashpur (il mio personal fisico nucleare, un indiano 12enne che ha decodificato e smontato la "teoria del caos" in una più veritiera "teoria alla cazzo" che asserisce come l'essenza ultima dei movimenti subatomici sia alla, cito testuale, "cazzo di cane", cioè, cazzo viene dal sanscito e significa "illuminazione e inseminazione") ha analizzato estenuamente i primi due oggetti che vi sottopongo oggi:

coltello Miracle Blade vs. un pezzo di roccia levigata.

parametri:
a) design;
b) impugnatura;
c) filo della lama;
d) prezzo.

a): come avrete certamente visto in qualche rete privata, Miracle Blade è frutto di anni di ricerca di un ubriacone zoticone americano della bassa provincia, maestro nell'intagliare il legno e nell'inseminare cugine. uno chef ciccione ci taglia una scarpa, una lastra di marmo, una falange del suo piede, una piastrella di rivestimento dello Shuttle Discovery (be', troppo facile). quello che si intravede dalle sue mani cicciotte pare un bell'oggetto.
il pezzo di roccia levigata ve la fate un po' come cazzo vi pare.

b): Miracle ha un'impugnatura ergonomica. credo significhi che potete infilarvelo nel culo senza temere lesioni.
la roccia ve la fate un po' come cazzo vi pare.

c): okay, okay, Miracle Blade effettivamente taglia. cioè, abbiamo provato a metterlo sopra qualsiasi cosa e attraverso movimenti ondulatori quello penetrava nell'oggetto e bla bla bla.
il pezzo di roccia inanimata una volta lisciata funziona perfettamente. abbiamo provato anche ad invitare la contessa Marta Marzotto e Vittorioemanuelefilippo di savoia a cena e hanno trovato estremamente gradevole l'apparecchiatura in roccia vulcanica e gustato il loro manzo alla strogonoff finemente tagliato (a parte la slogatura alla spalla della Marzotto, cara vecchia bacuccona, e Vittorioemanuelefilippo che se ne è sbattuto i coglioni e ha mangiato con le mani chiedendoci alla fine il 5 per mille di diritto regio e lo ius primae noctis).

d): Miracle costa un puttanaio, è pericoloso perché taglia, non capisco cosa ve ne facciate di un coltello su per il culo e se ci girate in metropolitana il solito poliziotto esaltato vi romperà i coglioni.
il pezzo di roccia inanimata non costa niente, non taglia, potete orgogliosamente andarci in giro dove volete e bullarvi coi vostri amici e fare colpo sulle donne (solo sulle donne, questo vale per le donne del blog che vogliono le altre donne del blog).

tg4 vs. Studio Aperto

parametri:

a) grafica;
b)autorevolezza;
c) conduzione;
d) figa.

a): il tg4 è un assurdo mischione di evoluta computer grafic e mobilio stile mobilificio di Cantù anni 70. certe volte la camera indugia verso una sorta di redazione di gente intenta a leggere fogli di carta bianchi per sfuggire all'agonia di quelle ore.
Studio Aperto è la risposta giovanilistica a tutto quel matusa-palloso parlare degli altri telegiornali. così tutto deve corrispondere, dai titoli sbagliati, al font da lettera minatoria, all'azzurrino timido per non coprire mai le tette dei servizi.

b): il parametro può sembrare ridicolo. eppure ha una sua valenza. tg 4 dà il meglio nello sviscerare l'umore del centrodestra, e più specificatamente di Forza Italia, e più specificatamente di Berlusconi; ossia offre un servizio autorevole e dettagliato su un importante settore della nostra società. ah, le previsioni del tempo ci beccano.
Studio Aperto sa tutto della figa. se vi pare poco.

c): Emilio Fede esegue il miglior fuori sincro dai tempi del primo Ghezzi. e in quanto monolite è atemporale e in-discutibile, è il signor Tartaglia girato da Kubrick. il resto della sua ciurma è solo polveroso dettaglio, ombre che vagano disperate e maledette.
studio aperto parla della figa e spesso mette delle rappresentazioni di figa alla conduzione, ragazzine con lo zaino in spalla che chiedono alla Arcuri una qualsiasi fregnaccia per poterle inquadrare le tette, sono il grado zero della matericità, il ritorno alla pura dicotomia parola-corpo.
e difatti il direttore, aka Giordano, ha la voce di Topolino e il corpo di mummia.

d): la figa nel tg4 è larvale, cioè si inventano qualcosa con le previsioni del tempo (che ci beccano) ma nell'essenziale qui è il corpo senza sesso di Berlusconi ad essere esposto nell'eterno attimo del frame bloccato.
Studio Aperto è la figa. qui si sbraca, ci si butta dentro, è il corpo giovane tutto carne e patata, è la pornografia nella sua migliore essenza. kashpur ci si fa le seghe anche nelle previsioni del tempo, non so se rendo.

buona settimana.
a voi la linea.

Etichette: ,

eXTReMe Tracker