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02 settembre 2007

E i torinisti aspettan su una gamba...

L'uomo ch'è venuto da lontano"Il giorno tropicale era un sudario
davanti ai grattacieli era un sipario
campa decentemente e intanto spera
di essere prossimamente milionario
l'uomo che è venuto da lontano
ha la genialità di uno Schiaffino
e religiosamente tocca il pane
e conta le sue stelle uruguaiane"
Vado a memoria quindi causa Alzheimer precoce potrebbe esserci qualche imprecisione, ma più o meno così scriveva Paolo Conte quasi trent'anni fa.

Oggi ho visto Recoba giocare nel Torino e mi è sono tornati in mente questi versi.....

"...si arrende il vento ai suoi capelli spessi
di Dio ti dice che sta lì a due passi..."

Ci sta, ci sta; anche se momentaneamente El Cino i capelli se li è tagliati a zero, tanto per avere la faccia pulita al grande appuntamento.
Massimo-Faccia-Da-Cavallo pur di tenerlo in tribuna prima e in bacheca poi era anche disposto ad adottarlo e a includerlo nel suo testamento petrolifero; ma per fortuna lui si è ricordato di essere un calciatore e non un soprammobile e ha preso il largo.
Ci sono due categorie di tifosi che hanno sempre qualcosa da dirsi: gli interisti e i torinisti.
Entrambi sono sempre stati quelli un po' sfigati delle rispettive città, quelli un po' malconci nonostante -nel caso milanese- i denari scialacquati a destra e a manca.
Per questo auguro agli amici torinisti (Dado, se ci sei batti un colpo) che Recoba faccia "l'ultima carità di un'altra rumba".
Vi dirò di più: ci credo.

baci

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19 agosto 2007

Il mio viso si intontiva davanti al tuo parlare difficile

La Parabola del Buon CommessoL'altro giorno sono andato da Unieuro.
Avevo bisogno di una parabola perchè la vecchia si era rotta.
Sono entrato in questo superstore e ho fatto un giro pensando che me la sarei cavata in un tempo massimo di 10 minuti.
Mi sbagliavo.
Dopo aver fatto 3 volte il giro completo, mi sono rassegnato a chiedere a un addetto che stava facendo qualcosa dietro a un terminale in una postazione di lavoro.
Gli ho chiesto: "dove trovo una parabola?".
Quello mi ha risposto esattamente così: "nei pressi della massificazione vicino alla zona emozionale", indicandomi con il dito il punto opposto dello store.
Ho pensato: mi prende per il culo.
Ma sono andato comunque a vedere.
La "zona emozionale" non poteva essere quella dei frigoriferi, che aveva indicato con il dito, ho pensato.
Così ho rifatto un altro paio di volte il giro dell'intero store e poi ho, inevitabilmente, chiesto a un secondo addetto.
Gli ho chiesto: "dove trovo una parabola?"
Quello mi fa: "per il satellite?"
"No, per i miei coglioni", ho pensato tra me e me.
Mi serve una parabola da incastrare in mezzo alle palle così la smettono di consumarsi l'una contro l'altra quando mi girano.
Oppure avrei potuto rispondergli che mi serviva per il buon samaritano.
"Sì", mi sforzo di rispondere.
Questo mi dice di seguirlo, prende e si fa il giro di tutto il negozio un alto paio di volte, e io dietro.
Poi mi fa: "sono finite, le ho cercate anche un paio di giorni fa e non c'erano".
Gli ho detto: "ascolti un cretino, provi a cercarle nella zona emozionale - nella prima massificazione che trova".
Poi me ne sono andato.
Oggi proverò in un altro negozio, specificando che quello che cerco serve per captare il segnale satellitare, traducendolo in immagini decodificate che scorrano su quella scatola che ci ostiniamo, vetustamente, a chiamare TV.

baci

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