
Io, che mi occupo (ahimé) di sviluppo locale, mi sono trovato di recente a polemizzare, dicendo che tutta la curtura che adesso si fa e si deve fare attorno al cibo e alla cucina mi ha bello che rotto i maroni. Quando però ho affermato che ogni volta che sento Carlo Petrini (Slow Food) intervistato, mi viene voglia di levare la sicura alla pistola, ho rischiato il linciaggio.
Quindi, W il cibo, W l'Italia patria del mangiare bene e beccatevi la descrizione del menù delle sciure del G8 (da quel giornalaccio comunista di Repubblica). Se riuscite a non incazzarvi, siete dei santi o siete Niko Romito.
(...) il menù, ideato dallo chef Niko Romito del ristorante Reale di Rivisondoli per le mogli dei Grandi della Terra:
gelato di "roveie" con guanciale di Paganica croccante (Traduzione: ceci e pancetta);
Baccalà macerato in olio extravergine di oliva con granita di patate e assoluto di peperoni arrosto (normalissimo baccalà con patate a listarelle insaporite da un peperone);
tortello liquido di piselli con pomodoro fresco basilico e pecorino (tortelli con ripieno di piselli spiaccicati)
vitello glassato con orapi croccanti e macedonia tiepida di patate (arrosto con le patate)
caldo freddo di cioccolato e finocchio (semifreddo con semi di finocchio)
Particolare il pane: pane di solina e pane di saragolla (pani di farina di cereali minori).
Cucina povera e umile fatta d'ingenuità caduta nel gorgo perfido della celebrità. Da-dam, da-dam, da-dam, ...
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