
L'altro giorno ho realizzato che mio figlio sta crescendo.
Ha poco meno di due anni, ma ho capito che posso cominciare a parlare con lui in maniera più o meno normale.
A latere potrei anche osservare che spesso sembra dire cose più intelligenti di molte persone con le quali ho quotidianamente a che fare nella mia vita, ma questo è un dettaglio.
E' successo questo: a un certo punto mi si è parato davanti senza le sue ciabatte di ordinanza.
Vietatissimo camminare senza le ciabatte, ordine della padrona di casa.
Quindi gli ho detto: ma cosa sei, senza ciabatte?
"Sì", mi ha risposto.
Asciutto, essenziale, preciso.
Allora gli ho detto: come senza le ciabatte, ma dove le hai messe?
"A ninne", mi ha risposto; e ha indicato un punto imprecisato dietro al divano.
Fammi vedere, gli ho detto allora: dove le hai messe?
"Qui", mi ha indicato dopo avermi portato dietro al divano.
Appoggiata su un tavolino (al suo posto, tra l'altro) c'era una scatola che contiene uno dei suoi giochi, uno dei tanti che i nostri amici gli hanno regalato.
Si tratta in sostanza di alcuni pezzi di gomma che si incastrano come una specie di lego, ma sono pezzi di gomma e sono grandi; ché si suppone che i bimbi tentino di fagocitare qualsiasi cosa che gli si para davanti.
Questa scatola (rossa) ha un coperchio (giallo), e dentro ci stanno tutti questi pezzettoni colorati di gomma che lui usa quando costruisce "la torre".
Vabbè.
Fatto sta che quando i pezzi sono nella scatola, la scatola è piena e non può contenere null'altro.
E comunque, in generale, non è il posto delle ciabatte.
Per di più, la scatola era chiusa col coperchio d'ordinanza, senza incertezze o inclinazioni balorde.
Allora gli ho detto: come qui? Qui ci sono i tuoi giochi, non le tue ciabatte.
E' stato allora che mio figlio mi ha decisamente sorpreso.
Ha preso la scatola in mano, me l'ha avvicinata stendendo le braccia, mi ha guardato fisso negli occhi e mi ha detto: "Guarda!", e il punto esclamativo l'ho messo perchè nella sua frase c'era.
Allora gli ho detto: no, dai, le hai messe veramente qui dentro?
E lui, senza staccarmi gli occhi dagli occhi, mi ha ripetuto: "Sì".
Ho aperto la scatola e dentro non c'era un solo pezzettone di gomma, ma solo un paio di ciabatte messe ordinate e appaiate, in bella mostra di sé.
Ho capito che qualcosa è cambiato, è cominciata una nuova era fatta di dialogo.
La dolce donna con la quale vivo mi ha guardato e rispolverando i suoi antichi studi di francese mi ha detto: "Mo' sso ccazzi tua".
baci
Etichette: figlio