
L'altro giorno ho sentito al tiggì la storia dell'anatra che visse 3 volte.
Non so se è capitato anche a voi.
In pratica, questa povera bestia (oddio, a pensarci bene povera non lo so) è stata impallinata da un cacciatore assieme ad altri 3 o 4 esemplari ed è finita nel freezer di casa con le sorelle.
Un paio di giorni dopo, la moglie del cacciatore ha aperto il freezer e l'anatra era viva e vegeta.
Il cacciatore, prendendo la cosa come un monito divino, ha preso l'anatra -debolissima- e l'ha portata da un veterinario perchè la curasse.
Il veterinario l'ha operata per estrarle i pallini del fucile da caccia ma purtroppo la sventurata (oddio, sventurata...) è morta per la seconda volta in pochi giorni, sotto i ferri.
Inutili tutti i tentativi di rianimarla, non ce l'aveva fatta.
Era sera e il veterinario ha lasciato l'anatra nel suo studio nell'attesa di disfarsene il giorno dopo.
Senonchè, quando il giorno dopo è tornato in ambulatorio ha trovato l'anatra che respirava.
Cioè, che era resuscitata per la seconda volta.
Ora l'anatra si sta riprendendo completamente e verrà liberata nel suo ambiente naturale.
Al di là della straordinarietà della storia, che però è vera, credo che da quell'anatra abbiamo un po' tutti da imparare.
A parte mia sorella, forse; ma gli altri -me compreso- hanno molto da imparare.
Una persona che mi vuole bene ama dire che la sfiga è debole e che noi possiamo essere ciò che ci conferiamo il potere di essere.
Sono d'accordo.
baci