
Il mio post di ieri su Welby va, per dovere di cronaca, riveduto e corretto, dato che non è stata Madre Natura a portarselo via, ma, come direbbe mio nonno "E' stato suicidato".
Devo confessare che quando ho sentito che a staccare la spina è stato un medico (Mario Riccio che vedete nella foto), ho provato una sensazione di conflitto interno che non mi aspettavo: da una parte pensavo che finalmente aveva finito di soffrire e che aveva ottenuto quello che desiderava... dall'altra non ho potuto fare a meno di pensare che si è violata la legge, si è commesso un omicidio. Io sono una persona che, benché riconosca che una regola sia sbagliata, la osserva e al tempo stesso si batte perché venga cambiata... ma la osserva, costi quel che costi.
Questo atto di "disobbedienza civile" come lo hanno definito i radicali, secondo me non andava compiuto perché c'è una legge che lo vieta... o meglio, non c'è una legge che lo permette.
L'altro lato di me... quello probabilmente più realista nel frattempo pensava: "Welby sarebbe dovuto morire di morte naturale, ma la vera domanda è -quando ha smesso di vivere veramente Piergiorgio Welby?- Essere vivo e dipendere da una macchina non vuol dire avere una vita, se quella macchina non fosse mai esistita Welby sarebbe morto anni fa ... di morte naturale.
Ma allora dov'è la verità?
Probabilmente la verità oggettiva non esiste, ma è demandata alla coscienza dei singoli.
Sempre per dovere di cronaca... Mario Riccio rischia fino a 15 anni di galera, nel caso in cui fosse condannato ad una pena così severa vi immaginate che paradosso si creerebbe con lui dentro e 20mila delinquenti fuori grazie all'indulto?