
Lo Sport, quello con la S maiuscola, si nutre di trame e storie personali che il più delle volte sembrano già scritte.
Sembrava già scritta la storia di questa Italia, partita nel bel mezzo del più grande scandalo del calcio nostrano come nel 1982, sembrava già scritta la storia del suo commissario tecnico che più di ogni altro, più di Sacchi stesso, ha puntato sull'orchestra più che sul solista, sembrava già scritta la storia di Francesco Totti che recupera in tempi mostruosi un gravissimo infortunio per essere là a calciare all'incrocio dei pali il rigore concesso al 92esimo di una partita molto sofferta....
Ma a mio parere la storia più incredibile di questa manifestazione è quella di Fabio Grosso il Predestinato.
Questo ragazzo sino a non tanti anni fa calpestava i campi della serie C, consolandosi con una massiccia partecipazione ai tornei estivi perché lui è uno come noi, uno innamorato del calcio in quanto palla che rotola e non miliardi che girano.
Questo ragazzo, che non ha praticamente alcuna esperienza internazionale se non qualche presenza in Coppa Uefa con il Palermo, uno quindi sul quale nemmeno il bookmaker più avventato avrebbe rifiutato ogni tipo di scommessa, questo ragazzo -dicevo- è un fottuto Predestinato.
Lo si è capito molto presto, si è chiaramente percepito che il laterale venuto dalla C avrebbe cambiato la storia del nostro Mondiale.
Come tutte le cose che solcano la storia, lasciando il loro segno indelebile nel tempo, tutto è cominciato quando sono arrivate le partite dentro o fuori, quando cioè l'Italia si giocava DAVVERO qualcosa.
E' stato lì che si è chiaramente percepito che il destino di questo ragazzo era scritto da tempo immemore e che Grosso stava, semplicemente, arrivando puntuale al suo appuntamento con il Fato.
Dopo 92 minuti di corsa e sudore contro una Australia mai doma, il bel Fabio si è avventurato -chissà come, chissà perché- in una incredibile discesa sulla fascia sinistra, poi ha fatto fuori uno, due uomini... e si è preso il rigore che poi Totti, con grande merito, ha sparato all'incrocio dei pali mandando a casa gli amici Australiani e spianandoci la strada verso i quarti.
Di nuovo, in semifinale, contro i tedeschi.
Finisce il tempo regolamentare senza vincitori nè vinti, finisce il primo tempo supplementare, sta per finire il secondo tempo supplementare quando al 118° minuto Fabio Grosso decide di andare a saltare sull'ultimo calcio d'angolo di Del Piero.
La palla viene rinviata fuori dall'area, dove Pirlo si inventa una serie di finte e la ributta dentro, proprio sui piedi di un mancino che nel frattempo, guidato da chissà quale mano, si è spostato a destra e si trova libero dentro un'area di rigore affollatissima.
La palla arriva, lui non ci pensa due volte e la scaraventa a giro là dove nemmeno Buffon potrebbe mai arrivare.
1-0 e ciao a tutti.
Arriviamo in finale, e dopo 90 + 15 + 15 minuti arriviamo ai rigori.
Sempre per questi incredibili casi del destino, è chi ci eliminò agli europei 2000, David Trezeguet, a sbagliare il rigore per la Francia.
Come previsto, il Fato vuole che sia il rigore di Fabio Grosso a divenire decisivo per la vittoria del Campionato del Mondo.
E il Predestinato, ovviamente, non fallisce.
Il risultato?
Questo:
baci.