
spesso nella vita non è tanto l'evento in sè quanto l'attesa dell'evento.
come quando aspetti di scopare con quella donna bellissima che hai importunato per mesi creandoti stati ansiogeni da fare una pippa ad albert hoffman e alla fine lei cede e dice si può fare purchè tu ti copra la faccia con un cuscino e lei intanto possa leggere Cucina Moderna, allora sei lì e ti metti di impegno e non è poi 'sta gran cosa e ti viene da pensare che era meglio quando volevi fartela di quando tu te la stai effettivamente facendo (nb: questa ricostruzione non rispecchia per nulla le convinzioni dell'autore in quanto per l'autore una scopata è una scopata; essa è stata usata solo come esempio dimostrativo ad una strana teoria pseudo filosofica o solo fica riguardante il raggiungimento di un obbiettivo; pertanto se discordate sul postulato di tale teoria siete pregati di continuare la vostra sveltina mattutina e di interrompere la lettura di questo intervento ammorbante).
è stato dimostrato in laboratorio che i fenormoni del piacere rilasciati dalla corteccia cerebrale sono assai più numerosi in quegli stati d'ansia precedenti l'evento atteso piuttosto che durante l'evento (e certo i laboratori della Nipiol qualcosa ne sanno, cari i miei sapientoni).
allora perchè non prolungare per sempre l'attesa di un evento come le ELEZIONI? perchè sorbirci scenate di gente sconfitta, i piagnistei di chi si vede ridotta la serie di auto blu da 10 a 5, le sbracate scene orgiastiche di chi ha vinto, i pelatoni a cui ride anche il culo nell'affermare tra i denti come la democrazia vada salvaguardata che nel codice da vinci è stata decrittografata come l'annuncio finale dell'apocalisse? ma si, 12 mesi 12 di campagna elettorale, abbattiamo tutta la classe politica a forza di infarti e stress, divertiamoci a lasciare tutto sospeso per sempre in un unico grande esperimento di democrazia diretta. tanto le cose le ha già decise moggi.