
Che poi non si dica che Gigi e Andrea non lo avevano previsto.
Nel lontano 1985, i due filosofi bolognesi avevano ampiamente intuìto e previsto ciò che più di vent'anni dopo sarebbe successo allo scenario della vita politica del nostro paese.
Nella più importante opera del neorealismo italiano, infatti, il Roncato e il Sammarchi avevano rappresentato la difficoltà del paese di schierarsi e compattarsi, avevano pienamente compreso la situazione di delicato equilibrio instabile che avrebbe caratterizzato il paese dopo ben 4 lustri.
In questo clima di incertezza e incomprensione, in questa aria di polvere e sasso, in questa pelle che varia colore al calar del sole come camaleonti qualunque una cosa del nostro paese, grazie al nostro Cavaliere del buon Consiglio, l'abbiamo finalmente capita: un italiano su due è un coglione.
Quindi, se vi capita di essere lì a pisciare in faccia a uno squallido vespasiano in un qualche autogrill di merda e qualcuno entra e si mette a pisciare di fianco a voi, vedete per favore di preoccuparvi.
Guardatevi dentro, analizzatevi e preoccupatevi, perché o il coglione siete voi, o è lui: non si scappa.
Ma non è questo il problema principale.
Il fatto è che a ben guardare non sono affatto sicuro che il mio carattere di merda sia compatibile con il fatto di convivere con la certezza che se io ho un'idea di qualche tipo, per certezza statistica quello che in quel momento mi passa di fianco è convinto dell'esatto contrario.
Diciamo che probabilmente se continua così a lungo questa situazione potrebbe anche darmi i nervi, perché mi toccherebbe diventare democratico e non ne ho nessuna voglia.
Soprattutto ora che mi hanno fottuto la moto e avrei voglia di comprarne un'altra solo per lasciarla parcheggiata sotto casa senza chiusura e antifurto, prendermi un mese di ferie e mettermi alla finestra con il fucile a canne mozze di mio nonno.
Consoliamoci con l'ultimo intervento di Paolo Cevoli a Zelig:
Baci.