
in questo clima disteso e cordiale come la guerra dei 30 anni (o dei trentenni?), vi sono immagini meravigliose che non vorrei cancellare mai più dalla mia mente, anche perché esse stesse hanno cancellato la mia mente:
-lo sguardo atterrito di fini mentre berlusconi al parlamento europeo insulta un parlamentare tedesco e poi scoreggia tutto l'inno di mameli e accusa l'unione europea di non sapere cosa sia l'ironia.
-lo sguardo vacuo di casini mentre spiega che negli exit poll gli elettori del centro destra sono quelli che si vergognano di ammetterlo.
-lo sguardo bovino e un po' stronzo di ibrahimovic (forse era meglio comprarsi abramovich, no, ci voleva metà del prodotto interno dell'italia) dopo aver tentato l'ennesimo colpo di tacco dalla linea di fondo in doppio carpiato e avvitamento che un po' mi ha ricordato ballanti nei momenti più fulgidi della sua carriera mentre kiki succhiava un moretto in panchina e gli gridava: "hai rotto i coglioni, non stai giocano a calcetto!".
-lo sguardo tirato (cioè, la pelle sciucciata e rotolata dietro le orecchie che dà l'effetto 'occhio cino-tiroideo') di berlusconi mentre fissa la calza sulla telecamera e pare dire "abolirò l'ici" mentre, se vi studiate la cassetta con attenzione e la fate andare al contrario, in realtà scandisce il messaggio subliminale "viva la figa" (messaggio che ha portato il maggior numero di scopate notturne nella storia d'italia, con punte di lesbismo dell'80-83%).
-lo sguardo tirato (idem come sopra) di mancini che parlava di brogli nello spogliatoio dell'inter mentre si accendeva un cohiba con un pezzo da 200 euro.
saluto inoltre l'ingresso nell'era del blog di gigi mela e vorrei dire che la sua presenza al matrimonio sarebbe indispensabile perchè, essendo medico, potrebbe prestarci lo stetoscopio per il gioco collettivo chiamato "fai il dottore con la deb". che è sicuramente un travestito conoscendo i gusti del dancin e la cosa mi eccitta come una lambada con la luxuria.
un'ultima cosa: kiki, facciamo un figlio assieme e addestriamolo a portarci la gazzetta dello sport a letto. ti amo