
non so se la notizia più inquietante della settimana siano le due spie cric e croc incaricate da storace per spiare marrazzo (no, cioè, MARRAZZO!) e la mussolini (se ho capito bene per vederle le tette anche se bastava noleggiare un vecchio film col banfi pre nonnolibero), oppure la notizia che kiki tiene un file con tutti i film della sua vita, linkato, credo, con un altro file sulle cagate commesse su un campo da calcio (sapete, all'alba dei tempi kiki allenò una squadra, ossia impartiva ordini che sia io che dancin che mio cugino stefano eseguivamo, robe serie del tipo "gato, alzati dalla panchina e vammi a prendere un moretto che qua fà caldo").
ed essendomi rimasto questo tic per cui quando kiki dice, gato fa, darò la mia classifica sui film più brutti e incazzerecci della mia vita.
con un distinguo. il film brutto è una cosa. il film incazzereccio è un'altra.
brutto è quando ad una palese mancanza di argomenti si associa una resa visiva esteticamente indecente, ossia una brutta forma associata ad un vuoto pneumatico d'idee. brutto è un mancare completamente l'obiettivo da parte dell'autore: alla fatidica domanda "ma cosa voleva fare questo qua?" ci si risponde che dalle intenzioni iniziali dell'autore tutto quanto deraglia in un incongruo aformale.
e questo ci porta alla seconda definizione. quei film che fanno incazzare molto spesso sono film centrati: cioè, l'estetica intenzionale dell'autore in qualche modo avvertiamo è stata centrata, il regista voleva fare quella cosa e quella cosa ha fatto. il porno, in fondo, è il perfetto esempio della cosa.
dopo che ho preso a badilate delle concezioni critiche con la grazia di una Platinette tra gli Amici, dirò la mia.
no, anzi, dirò la mia sulla tua.
caruso pascovski non è orrendo. può fare incazzare, in quella che è una classica commedia all'italiana, l'aria di megalomanità che traspira nel film ma il tutto ha una dimensione talmente caciarona e un intento di far ridere che io gliela perdono.
cazzo. non ti piace crash. ho già mandato dei miei amici dell'andrangheta a forarti le gomme della bici e a spargere la voce che sei ricchione. è cinema e visione allo stato puro e i dialoghi assurdi (ne è pieno, lo so) sono solo al servizio di quella "macchina morbida" (citazione di un grande libro di borrough) che è il suo cinema. insomma, a me è piaciuto.
un film che è una vaccata pazzesca è Romance della francese brillet con rocco siffredi nel primo ruolo di cazzone drammatico (cosa che gli ha spianato la strada fine alle patatine): si vedono le pruderiè di una ragazzotta, le sue iniziazioni sessuali e le sue riflessioni; in pratica 'sta ragazzetta mentre scopa pensa, pensa e la brillet ci manda i suoi le sue riflessioni in viva voce creando un maestoso effetto comico involontario che è la morte di ogni forma. ma almeno per qualche minuto si ride, prima di scappare dal cinema (come chi ha avuto la sfiga di essere in sala come me) o di giocare al piattello col dvd.
adesso me ne vado fuori sincro, penso alle altre brutture e poi vi scrivo ciò chemme piace.
vostro,
gatezzi enrico.