
compagni roditori,
sorcini,
lo so, lo so, questo mondo fa schifo, questa società ci impone dei ritmi che non sono umani, naturali. accumuliamo rancore e pantaloni di dolce & gabbana, rabbia e litri di obsession by calvin klain (o kermit lane). la vita ci pare un inutile dispiegarsi di uno straccio bianco sul quale noi non riusciamo ad apporre niente. neanche le gioie più semplici riescono a scalfire questo muro di marmo che ci circonda; neanche il sorriso di un bambino, un raggio di sole che spezza il buio di una stanza, del guano di piccione che picassizza e decora la vostra auto.
siamo vuoti, gretti, stronzi.
usiamo il cazzo come se fosse la spada laser di star wars (volevo dire, a chi ce l'ha più grosso, non più luminoso e tagliente).
abbiamo perso la purezza, abbiamo... o cristo, scusate...
beh, ecco, io... cioè, ieri ho visto "The new world" e poi mangiato cinese e la notte, sapete, tutto quel gluttammato mischiato alla pura poesia di malick...
io, è tutto il giorno che dico cose senza senso. che faccio cose senza senso. sono rimasto 2 ore a fissare il volto di un bambino e la sua purezza interiore finchè quello non si è cagato addosso e sua madre è riuscita a slegarsi e non l'ha presa bene quando ho cercato di spiegarle in ishanti (antichissimo dialetto nativo-americano che malick, naturalmente, ha preteso fosse ricostruito da una serie di studiosi in un lavoro decennale solo perché la protagonista fosse in grado di dire "grazie" a 2 ore e 40 dalla fine del film) che era tutto bellissimo.
poi ho corso nei campi incontaminati della SAROM (cioè incontaminati da madre natura visto che la SAROM è un po' la fiera del transgenico) e guardato le nuvole dei comignoli a forma di fungo mentre l'erba invischiante mi ricopriva e ricopriva e ricopriva e allora le ho dato gioiosamente fuoco e ho ruttato "grazie" in ishanti e sono andato a casa a vedere il grande fratello e fare la mia classifica personale delle più scopabili (di cui le prime due sono maschi, ma la bellezza è ovunque, fratello).