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02 marzo 2010

INFINITE E' FINITO

Lunedì 1 marzo 2010 (o Anno 16 dell'Era Di Berlusconi), alle ore 19,13 ho terminato la lettura di INFINITE JEST di David Foster Wallace.
E oggi scrivo come se nessuno ascoltasse. Che è la più grossa balla che uno che si possa raccontare, sia che si stia componendo l'Opera-Fondamentale-Che-L'Umanità-Attendeva o che si finisca il Bartezzaghi durante la produzione giornaliera delle feci. Quindi, perlomeno, scrivo per me. Per darmi una pacca sulla spalla prima di riprendere il ciclo di 20 flessioni/pausa/30 flessioni/pausa/ 40 flessioni/svenimento. Se c'è una cosa terribile scrivendo è il pensiero che quello che si scrive è 'banale', che rientra nel fin troppo lungo elenco di produzioni onaniste in cui l'autore parla bellamente dei cazzi propri e lo vuole fare, consapevolmente o inconsapevolmente, in modo 'carino', sprofondando così il povero cristo che lo legge nelle sabbie mobili della noia (avete presente quelle immagini classiche dei Tg quando c'è un disastro ambientale tipo petroliera incastrata al largo di qualche costa e si vedono gli uccelli che sbattono le ali incatramate e/o impetroliate e sembra il moto d'angoscia di uno che grida "Levatemi questa roba di dosso, cazzo, levatela"? Ecco, questo dà l'idea).
DFW non è mai così. Nei racconti brevi o nei saggi (vi prego, leggete anche solo "Forza, Simba" in "Considera l'aragosta", un reportage del viaggio elettorale di John McCain nelle presidenziali USA del 2000). Anche nella lista della spesa, suppongo. DFW non si specchia in se stesso. Né nei lettori. Non si specchia da nessuna parte. Inizia a scrivere di qualcosa, va in giro, si informa, legge, prova compassione, si incazza, cerca di capire e, alla fine, se ne parte per un pianeta dove l'atmosfera è fatta di pietas e dove ci si nutre di angoscia e amore e dove si digerisce tutto e si defeca in leggerezza. E il bello è che non è il suo pianeta speciale, siamo tutti invitati.
"Infinite Jest" non è un libro facile. Non è facile da rubare (provate voi ad uscire da una Feltrinelli con 1443 pagine messe sotto un cappotto lisciandovi i baffi e dicendo "Sa, sono al 5° mese). Non è facile da usare (si, certo, consiglio di aprire pagina 1 e di andare avanti in maniera progressiva ma la cosa è che ci sono 136 pagine di note dell'autore stesso che spaziano da sterminate cinematografie assurde a scomposizioni chimiche di sostanze + o - lisergiche e + o - lecite). Non è facile da programmare (come se vi dicessero "Okay, adesso stai per guardare un film della durata di 72 ore che, una volta iniziato, 'vorrai' continuare a guardare, perciò portati da bere, da mangiare e preparati a pisciare e cagare in una padella di plastica). Non è facile starci dietro (una sinossi è impossibile, così come un accenno di trama così come arrivare a ricordarsi tutti i personaggi che io ho cercato di seguire segnandoli su un foglietto ma poi mi sono rotto i coglioni e mi sa proprio che ho fatto il gioco di DFW). Non è facile sentirsi all'altezza (non di DFW che tutt'altro dall'altezza ma vola radente con noi, cammina con noi, striscia con noi; ma dall'infinito senso di tristezza/gioia che pare spremerti tutto per bene fino a che non ha finito per poi lasciarti guardare quello che hai spurgato e dirti "Toh, c'era anche questo").
Epperò oggi per me è il giorno 1 dell'anno 1 D. I. J. (Dopo Infinite Jest).
Mi sento confuso e tendo ad avere conportamenti che sono la summa di vari personaggi del libro. Tutto ha un senso e, pochi secondi dopo, questo senso scompare. Provo un senso di pace che credo preannunci la guerra. Sto smettendo di parlare con la gente. Guardo un mattone bluastro con gli angoli slabbrati e mi do una pacca sulla spalla e mi dico "Forza Simba".

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15 febbraio 2010

LA VITA E' UNA COSA MERAVIGLIOSA

È difficile premettere o anche solo accennare larvatamente ai motivi che hanno indotto uno come me ad andare al/alla Pineta Disco by Visionnaire (dopo approfondiremo meglio cosa perbaccolina significhi 'Visionnaire') la notte tra sabato 13 febbraio 2010 e domenica 14, giorno dalla duplice valenza corrispondendo, per uno strano scherzo del destino, alla festa di San Valentino e al capodanno cinese che si getta (la Cina) con la consueta forza della locomotrice post-maoista verso l'anno della tigre.

La valenza diventa anche triplice considerando che il 16 febbraio compio 40 anni, avvenimento di per sé minore se non per le implicazioni tutte psicologiche di entrare negli anta dalle quali ci si consola solo ripetendo come un mantra il Nanni Moretti Carodiarista: "Sono uno splendido quarantenne".

Per cui non c'è niente da aggiungere.

È successo che il fidanzato di un'amica della mia ragazza che si occupa di ordine pubblico e che, come tutti quelli che occupano cariche di responsabilità sociale e che esercitano il potere (o anche solo una sotto-categoria del potere), passi spesso il venerdì o il sabato, a seconda della turnazione decisa di comune accordo con la fidanzata, in discoteca.

Il tipo di discoteche che si trova a frequentare si discosta e anche di molto dal tipo che di solito frequento io. Io vado in locali 'alternativi' (secondo lo Zingarelli è "ciò che si contrappone a tutto quanto viene imposto dal sistema dominante" e capite bene quanto questa definizione al giorno d'oggi corrisponda sempre più all'immagine di uno che corre nella nebbia sbattendo dappertutto). Lui va in discoteche di 'tendenza' (la definizione l'ha data lui e, vi giuro, non era particolarmente serio dicendolo essendo il ragazzo in questione molto simpatico e abbastanza intelligente da mantenere il giusto distacco sulla cosa).

In soldoni: io vado in posti che sono o ex centri sociali occupati o circoli arci presi in mano da uno 'che-ne-sa-di-musica' e allora ti programma concertini-ini-ini di band scatologiche (?) o salette prese in prestito da un tale per farci una festa e tirare su qualche soldo. Lui va in discoteche fatte come Dio comanda, ossia dotate di buttafuori, selezione all'ingresso, sistema luci adatte al planaggio di uno Shuttle, vetro vetro vetro, gabinetti puliti e con l'effetto neve (no, cioè, 'neve', ci siamo capiti).

Io vado in posti dove le ragazze passano ore a casa davanti allo specchio per vedere dove sta meglio lo sbrago sulla calza e che (le ragazze) hanno espanso il concetto di eye-liner verso una riga nera in mezzo alla faccia e che, al più, limonano con te perché è tutto parte della loro 'Weltanschauung' o, per dirla come loro, "Perché no?" . Lui va in posti dove le ragazze sono fighe, letteralmente, chiedete ad un qualsiasi vostro amico/a che ci sia stato e ve lo confermerà, vestono straccetti ratealizzabili in un mutuo, si truccano con l'effetto vedo-non-vedo e la loro tariffa media è di 500 euro a scopata (cioè, questa è la tariffa che mi è stata riferita riguardo quelle del Pineta By Visionnaire ed al tempo della crisi, per cui ci andrei con le molle prima di prendere su e sventolare la banconota da 500 che magari ci scappa solo un pompino e/o una palpata di tetta).

Io vado in posti dove il coca e rum è una bibita del colore dell'Estathé e lo standard medio è farla alla cazzo e chiederti 5 euro. Dove va lui, o non paghi un cazzo mai perché conosci qualcuno o hai solo sentito dire il nome di qualcuno che potresti conoscere, oppure ti fanno un coca e rum con un dosatore molecolare, lo mischiano lanciandolo in aria e palleggiandoci con le loro Roberto Cavalli in cavallino (Dancin, questo sarebbe il tuo mestiere e tu sai perché), e poi ti chiedono 20 euro e il colore è sempre quello dell'Estathé.

Io vado in posti dove il colore medio è lo 'zozzo', sempre che sia un colore; dove uno ti dice ?Carine? rivolto alle tue Superga bucate e zozze effettivamente comprate in negozi megafighi di già bucate e zozze per quello che, in questi negozi megafighi, viene definito un 'processo di invecchiamento'; dove la musica spazia dalla dark (che effettivamente ha sfrantumato i coglioni un po' a tutti dato che danno sempre quei 4 pezzi dall'epoca della sua nascita e l'effetto è quello dei tuoi genitori che vanno in balera da 20 anni ad ascoltare sempre e solo Battisti e i Nomadi) alla electro (o elettro) spaccatimpani e capace di farti scordare di te, alla trash che è un mettere su le sigle dei cartoni animati e un pezzo di Ambra (quella pre-anoressia e pre-sdoganamento, quella gioiosa macchina boncompagniana in quella discarica di lolite) e sorridere instupiditi. Là dove va il tipo l'abbigliamento è finto chic-cafone, la musica fa cagare e sembra che un bambino abbia sabotato l'impianto mettendo in filodiffusione la cassetta di BimboMix, c'è sempre un tizio/a che sbraita ad un microfono e ti dice ti tirare su le mani e poi di abbassarle, ti ripete in che anno siamo, ti ricorda che ti stai spataccando la faccia ed ha sempre (il tizio/a) una vaga aria disperazione.

E sabato 13 febbraio abbiamo deciso di unire i due mondi in una specie di aborto di esperimento di Quark in cui io ero il cane e il tizio Pavlov e siamo andati tutti e 4 a Milano Marittima dove era un freddo del cazzo e si è parcheggiato là dove la pineta (quella fatta di alberi) muore o nasce e siamo andati davanti al/alla Pineta By Visionnaire (a proposito, vi devo una spiegazione su Visionnaire che pare essere un mobilificio che se la tira alla grande e quasi si vergogna di dire "Sai, facciamo mobili" e ti infarina il tutto con concetti come, abbiate pazienza, sono parole loro: "Il fascino di una reggia, il richiamo magico della notte: Visionnaire inizia dal decoro di un antico cancello che si apre su un mondo insolito. Le ispirazioni dark, i rimandi esoterici, alcuni elementi decorativi declinati in tutte le variabili interpretativa quasi barocca, l'eccellenza della forma, la sofisticatezza dei materiali" e blah blah blah).
C'era la fila per entrare ma il tizio si è avvicinato ad un ceffo microfonato e ha parlottato con lui e poi ha tirato fuori quello che pareva un documento o una mazzetta e ci ha detto "No problem". Così siamo passati e abbiamo fatto delle scale ricoperte di una strana vigogna porpora dall'aria molto poco ignifuga e abbiamo lasciato giacche e cappotti al guardaroba (un ricordo alle gurdarobiere che parevano essere le uniche in quel posto a fare effettivamente un lavoro) e siamo entrati. Siamo andati in pista e abbiamo ballato 3 o 4 canzoni. Non abbiamo tirato su le mani (e, di conseguenza, non le abbiamo ritirate giù). Abbiamo evitato una decina di baristi con vassoi pieni di Moet Chandon e Crystal che correvano ebefrenici tra i tavoli. Io e la mia compagna siamo andati a fumare nella zona fumatori, una sala 10 metri X 2 che ti imponeva una postura tipo attesa del tram. Siamo tornati nella pista da ballo. Ballati altri due pezzi. A me la sciatica ha cominciato a farmi male. Il tizio moroso dell'amica della mia ragazza ha detto "Guarda che fighe quelle due" e mi sono girato e ho cercato di capire a quali si riferisse. Ho sentito un fortissimo odore di gel per capelli e, poco dopo, odore di scorreggia. La mia compagna ha detto "Andiamo?" e io ho detto si e abbiamo salutato e ce ne siamo tornati a casa e io strisciavo un po' la gamba per via della sciatica.

In macchina ho detto "Lo sai che in Cina è capodanno?".

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22 gennaio 2010

I sopravvalutati

Il mondo è pieno di cose sopravvalutate.
Qui di seguito la mia classifica personale: emendabile, criticabile, rastemabile (non significa niente, ma avevo bisogno di una parola che suonasse bene in chiusura di frase). Anzi, è uno sfida, voglio vedere chi sa fare di meglio.
Avvertenza 1: l'ordine non è di classifica, sono esclusi i politici.
Avvertenza 2: ultimamente temo che la mia salute mentale non goda di grandissima salute.

1. La coscia di pollo
Nell'immaginario collettivo si è pronti ad uccidere per la coscia di pollo, in realtà è una delle parti più stoppose (appena meno del petto); sia gloria alla tanto bistrattata ala con pelle annessa nell'alto dei cieli;

2. Steven Spielberg
Va bene, grandi film in passato... ma troppo hollywoodiano per essere vero, dài, da Schilndler's list a Salvate Dentone Ryan. O vogliamo parlare di quella menata di Mainoritirepòrt?

3. Quella gran topa di Maria Sharapova (intesa come gran topa)
La ragazzona è anche in salute, ma a incrociarla per la strada uno probabilmente correrebbe a nascondersi convinto che si sta avvicinando una bad girl di una banda di teppisti (e di faccia, oggettivamente...). Forse batte il record di sopravvalutazione (sempre intesa come topaggine) nel tennis, un tempo detenuto da Gabriela Sabatini...

4. Roberto Carlos
Un paio di anni (1996-97) alla grande, il resto della carriera a vivere di rendita. Vincendo tutto, per carità, ma questo terzino fuoriclasse che ha monopolizzato le supersquadre di tutte le manifestazioni dal 1998 al 2006, io non l'ho mai (più) visto. E anche le famosi punizioni-bomba, più di una all'anno...

5. L'influenza del Vaticano sul voto dei cattolici
L'Italia è un Paese bellissimo, in cui ogni volta che si deve fare una legge - soprattutto a sinistra - anziché chiedersi se è utile ci si interroga: "oddìo, cosa ne penserà il Vaticano?".
Gli unici a fregarsene altamente di cosa ne penserà il Vaticano sono gli elettori cattolici, che votano tranquillamente divorziati con tre famiglie, puttanieri, tangentisti, ecc...

6. Le patate al forno
Torniamo in cucina: roventi, sabbiose, assetanti; segnalate come contorno ideale per cibi egualmente roventi ed assettanti. Boh?

7. Clint Eastwood regista
Torniamo al cinema: va bene, film profondi, difficili, mai banali; però, a cui manca sempre un centesimo per fare un euro (forse, con la sola eccezione di Lettere da Iwo Jima); attendiamo con (s)fiducia Invictus

8. Gomorra di Saviano
Onore alla sua capacità di scoperchiare ed illuminare un mondo, rispetto assoluto per uno che a meno di 30 anni per la forza delle sue idee si è rovinato la vita e adesso vive sotto scorta continua e perenne. Ma il libro in sé è brutto, ripetitivo e piuttosto "costruito" (sto giornalista di provincia che gira con la vespetta e viene a sapere tutto....); Da un brutto libro, va detto, un film stupendo.

9. Il Fantacalcio
Che palle! Senza contare che poi ti ritrovi a sperare che Totti quella domenica faccia tre gol al portiere della tua squadra.

10. Donna Assunta Almirante
Non lo so, forse è solo invidia per le sue scarpe rosse (o per il fatto che non me l'ha mai data)

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03 gennaio 2010

2010, L'anno del Gato- 2012, L'anno del Dancin

ho passato qualche mese pensando di avere le visioni. vedevo il Dancin dappertutto. sfogliavo una rivista fashion-trendy (Max, l'inserto Luxury del Sole 24ore o Il Lando) e vedevo Dancin a piena pagina in mutande CK. seguivo con apprensione Guido Bortolaso al tg1 e accanto a lui, sulla destra, che gli suggeriva cosa dire, Dancin. ci provavo con una in discoteca ma lei faceva no no e mi indicava un tizio enorme alla sua destra ed era Dancin.
poi Kiki ha detto che è in una fiction. e mi sono sentito meglio. è meglio essere impazziti in due che da soli.
ma poi sono successe due cose che mi hanno fatto riflettere (e considerate che in genere, per farmi riflettere, occorrono almeno una decina di avvenimenti concatenati e praticamente istantanei).
la prima cosa è che alla radio blateravano sul capodanno. era una radio del cazzo, RDS o Veronica Hit Radio, una di quelle con conduttori che sembrano sempre appesi al tubo del gas esilarante e che nell'arco di 2 ore devono tappare quel minutino tra 50 minuti di pubblicità e 50 minuti di vascorossi+celinedion+erosramazzotti+canzonidellefeste. questo povero cristo in diretta da una cisterna e senza lo straccio di una redazione che dia un senso alle fregnacce che deve raccontare, ad un certo punto deve aver letto qualcosa su internet e, visto che il corso di dj radiofonico che ha frequentato era basato unicamente su tecniche coercitive finalizzate al distacco permanente tra lobo frontale e cavità orale (tant'è che il diploma è una statuetta in terracotta rappresentante un pappagallo), ha iniziato a blaterare così:
"Ehi ehi ehi... siamo ancora su radio bla bla... è freddo oggi, eh? ma noi vi teniamo caldi con le nostre hit... vi immagino a prepararvi per il capodanno, un capodanno alla grande... chissà come siete eccitati (ndr: qui la voce si è fatta flebilmente entusiasta e si percepiva un'enorme stanchezza)... lo sapevate che per il calendario cinese il 2010 sarà l'anno della tigre?... ah ah ha, grrrrr.... no, dai, scherzo... e poi c'è 'sta cosa dell'anno, cioè, per noi sarà il 2010 perché abbiamo il calendario di frate indovino... ah ah ah, no, scherzo (ndr: da notare che il dj radiofonico medio quando scherza deve sempre ridere e poi dire che stava effettivamente scherzando e la cosa tende a mantenere il tono generale del suo chiacchiericcio su una nota maniaco-depressiva)... noi abbiamo il calendario gregoriano, cioè, ma ci sono popoli che hanno un calendario diverso (ndr: qui il tono assume una gravità quasi da relatore scientifico davanti ad una platea di deficienti a dimostrazione che il nostro dj, se vuole, sa anche essere serio)... in papuasia, ad esempio, sarà il 5320... per i cinesi una roba simile... cioè, la cosa è molto relativa, no?... ma ecco eros ramazzotti, il grande eros col suo ultimo successo..."
e la grande riflessione che ho fatto è che, magari, in papuasia non sanno chi è eros ramazzotti e neanche chi è dancin e che se vado là magari smetto di vedere dancin dappertutto e di sentire eros su Veronica Hit Radio.
il secondo avvenimento è che ho visto il film 2012. l'ho visto in streaming sul pc. il che è un micro-avvenimento all'interno del primo avvenimento. essendo io l'unico deficiente davanti ad una platea di relatori a non conoscere l'esistenza dello streaming. che è un catalogo di film enorme da vedere a casa senza pagare un cazzo di niente. che è un ulteriore motivo per non uscire più di casa se non per buttare l'immondizia sul pianerottolo del vicino.
2012 è un disaster-movie diretto da tal Paolo Ballanti e interpretato da tal Dancin. un nero figo e intelligente e geologo e palestrato va a trovare in India un suo amico geologo sposato con un figone di indiana e questo amico geologo gli dice che c'è una pozza che bolle e la Terra si sta riscaldando troppo e che non va bene e che tra qualche mese il genere umano farà le sorti di un uovo alla coque. poi gli passa un quadernetto con dei numeri e il nero lo guarda e dice 'cazzo'.
intanto dancin, che è uno scrittore squattrinato e deluso dalla vita e divorziato con figli e con la ex moglie risposata, porta i figlioli in giro per un parco e scopre che il laghetto si è prosciugato e siccome non è un minchione capisce tutto della teoria dell'uovo-alla-coque.
il nero, intanto, va dal presidente degli stati uniti che è nero pure lui e ha una figlia figa che, tanto vale dirlo adesso, alla fine andrà col nero geologo, e fa vedere al presidente il quadernetto e il presidente dice 'cazzo' e telefona a tutti i presidenti del mondo e insieme decidono di fare delle navi per sopravvivere fino alla fine dell'effetto uovo-alla-coque.
dancin va dalla ex moglie e dice tutto e sembra un pazzo ma noi sappiamo che non è pazzo ma poi tutto inizia a esplodere e bruciare e allora sembra meno pazzo anche a loro e scappano in macchina e poi trovano un dc-9 e il nuovo marito (che, tanto vale dirlo adesso, muore tentando di stoppare un mazzo di chiavi per imitare dancin lasciando il campo spianato al fascino del dancin) casualmente sa pilotare i modellini di dc-9 che sono incredibilmente simili ai dc-9 veri e allora se lo mette a guidare e volano volano e poi cadono ma poi li trovano e riescono ad andare dove sono le navi.
il nero geologo intanto flirta di brutto con la figlia figa del presidente degli stati uniti mentre l'america del nord sembra del latte bruleè e le persone nell'america del nord sembrano uova alla coque un po' troppo cotte. e un sacco di gente viene caricata sulle navi che vengono chiamate Arche (non chiedetemi perché) e poi ci sono casini di ogni genere di cui non si capisce un cazzo perché il regista sembra un malato d'alzhaimer con una super 8 ma si salvano quasi tutti e alla fine trovano una terra dove ricominciare e il nero geologo limona la figlia del presidente degli stati uniti e mi pare le tocchi pure una tetta.
e la grande riflessione è che ad un certo punto si vede crollare San Pietro con dentro il Papa e, incredibile, il presidente del consiglio italiano e quindi: a) il presidente non è più Berlusconi che col cazzo che se ne sarebbe stato in chiesa; b) il presidente è Berlusconi in piena crisi religiosa e muore. un bel finale.

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30 dicembre 2009

Ballanti in TV

Allora,
siccome che mia moglie si è rotta un braccio andando a trovare l'unica lingua di ghiaccio rimasta il giorno del grande disgelo, adesso sono inchiodato a casa dei suoceri nel ridente rovigotto.
Di modo che, nei giorni scorsi ho avuto modo di rinfrescare la mia kurtura televisiva con le mille opportunità che i programmi in chiaro offrono; ho visto un film del menga su Rete 4, che dopo 10' (di cui 5 di titoli) è partito con 15' di pubblicità, ho visto il TG 1 con una notizia su Papa Ratzi, due su Papa Silvio che lavora per noi e la restante metà sul menù del cenone di Capodanno ('sti cazzi il Minzolini, che livello di approfondimento).
Poi mi è apparso il Ballanti in TV e ho visto la luce.
Il Ballanti in questione, dovete sapere che fa l'Avvocato, però non è di quegli avvocati vermi alla Taormina o alla Nicològhedinky ("Ebbene sì, maledetto Carter"), ma è un avvocato buono, che difende la povera ggente, che inizia regolarmente come avvocato di parte civile, ma poi si fa prendere e nel bel mezzo della sua arringa risolve il caso (spesso grazie a un testimone che passa di lì per caso), discolpando l'imputato.
Il Ballanti opera a Trieste, arriva in tribunale (per l'occasione coincidente con il palazzo della regione, in Piazza Unità d'Italia) in moto, direi che si tratti del suo storico Galletto, la parcheggia lì in piazza unità - che glialtri comuni mortali se ci provano lo arrestano e gli danno l'ergastolo per direttissima - sale un attimo, risolve, e va di corsa all'asilo a recuperare la figlioletta, che all'inizio si inkazza un po' che il Dancin' è sempre in ritardo, ma poi come si fa a tenere il muso con un simile genitore? Le volte che il ritardo è davvero esagerato, il Dancin' si mette a palleggiare con il mazzo di chiavi e torna il sorriso a tutti.
La struttura della ficscion verte su uno schema gnentaffatto banale: c'è una storia su una finanziaria senza scrupoli, difesa da due avvocati senza scrupoli, che ha costretto un imprenditore vitivinicolo a vendere l'azienda, e poi già che c'era lo ha pure ammazzato. Lunedì scorso è saltato fuori il motivo di cotanto interesse: è che hanno scoperto che sotto l'azienda c'è un enorme giacimento di uranio (minchia, nel Carso? Chi lo avrebbe mai detto... è invece notorio che la vite se coltivata sull'uranio viene su da dio).
Su questa storia di long durée - ripresa all'inizio e alla fine di ogni episodio - si innesta il caso di breve periodo, che inizia e si esaurisce all'interno della puntata: un povero diavolo è accusato, tutto è contro di lui, Ballanti difende qualcun altro che ci ha rimesso, parcheggia il Galletto in Piazza Unità, sale un attimo, arringa i poveri di spirito, risolve il caso, il poveraccio viene scarcerato, il cattivaccio viene incarcerato, l'asilo della figlia, due palleggi con le chiavi.
Insomma, è molto bello. Io non vedo l'ora che sia domenica per rivedere Dancin' e famiglia in azione.
Nella foto: Ballanti al centro (della foto come delle ns vite), la Francesca sopra di lui, il giovine Pietro con parrucca a sinistra, la Maria Libera sulla dx, il Gato sulla sinistra.

PS: la recitazione è all'altezza della trama (forse è pure meglio).

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01 novembre 2009

Della suina non si butta via niente.

Porco mondo, ho la febbre!la realtà, come spesso accade, supera ogni fantasia ed è anche molto meno stancante perché non bisogna mettersi lì a pensare a questo e a quello, la realtà è già lì di fronte e basta mettersi seduti e guardare (e, perlopiù, è meglio guardarla da seduti 'sta realtà perché, come dicono al Circolo Oxfordiano delle Freddure e Battutine che frequento, "la realtà è una signora di mezza età che gira roteando un palo in cerca di qualcuno da inculare").
quindi i quotidiani e tutta l'informazione in generale è, allo stato attuale, la più grande storia di formazione romanzata esistente. dove trovate qualcosa che mischi così sapientemente horror, storia, fantascienza, cosmogonia, azione, amore, l'oroscopo di Fox, i virus, il niente?
io devo ancora leggerlo un libro così.
nell'ultimo romanzo de La Stampa Italiana, si narra la storia di un fantomatico virus influenzale il cui nome, H1 N1, ricorda la formula di un qualche scienziato pazzo nazista nel tentativo di creare il soldato perfetto mischiando geni di ariano (la purezza), toro (la potenza), porco (l'adattabilità a mangiare anche la merda), negro (in gran segreto, per il cazzo lungo), e un filo di lavanda (per il buon odore). questo virus sfugge di mano a qualcuno in messico tipo Cassandra Crossing, fantastico film del 1976 dove c'è anche la Loren sdoganata di Hollywood (cioè, quella con le tette scoperte solo al 10%) che è su un treno e sul treno c'è un tizio scappato con un virus addosso pericolosissimo e il tizio fa delle gran facce tipo che gli scappa la cagarella e il virus corre libero per il treno e quasi tutti fanno la faccia-cagarella e poi muoiono schiantati col treno perché nel '76 a Hollywood andavano i finali alla cazzo dove non si salva nessuno e se anche uno solo cercava di salvarsi il produttore lo ammazzava con le sue stesse mani.
ora questo virus sta facendo la turnè europea come supporter degli U2 ed è in questi giorni in italia. e, com'è normale, le tv locali come Rai 1 o Rai 2 ci marciano alla grande con titoli sensazionalistici e allarmistici secondo le consuete formule di giornalismo all'inglese: cioè, prima si sparano titoloni alla boia d'un giuda per terrorizzare la maggior parte degli anziani e dei genitori dandogli istruzioni su come eliminare fisicamente chiunque starnutisca ad un raggio di 5 metri; poi si rettifica chiedendo l'opinione dell'esperto (per esempio: siete giornalisti alla Rai? sapete perché e come siete stati messi lì, no? il vostro capo-redattore vi chiede un servizio su un virus? bene, è una cosa di medicina, no? ci vuole il parere di un medico, capito? magari uno bravo, il vostro ha curato mamma tanto bene l'altra estate ma avete una deontologia, no? allora chiamate il 118 e fate due domandine alla guardia medica, quelle sanno sempre tutto. oppure vi fate passare qualche barelliere, loro sanno veramente tutto. e il servizio è bello e fatto).

così, tramite l'avvincente lettura di questo romanzo post-moderno, ho capito che:
il virus si trasmette solo tra soggetti che respirano;
il virus è come una normale influenza che incuba in qualche giorno e poi vi fa schiattare trasudando sangue e facendovi collassare polmoni, reni, cuore, cassa toracica, spina dorsale, cranio, piloro, prepuzio;
però, se preso in tempo, con una normale cura a base di tachipirina il prepuzio lo salvate (stranamente anche nei soggetti femminili si assiste al salvataggio del prepuzio);
il virus pare non attecchire nei soggetti tra i 95 e i 115 anni;
il virus purtroppo non attecchisce su Bono.
tra parentesi. io il virus l'ho avuto ma fortunatamente l'ho preso in tempo e se sposto un po' a destra la cassa toracica e uno gentilmente mi rimette l'occhio destro nel cavo oculare, posso osservare orgoglioso il mio prepuzio.

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28 ottobre 2009

Driiiiiiiin!

Visto che è parecchio che nessuno scrive più su questo blog (io a dire il vero non l'ho mai fatto, anzi sì una volta sola però), ho deciso di rompere il ghiaccio con una cosa assurda che si scrive da sola.
Stamattina lavoravo al pc e, ad un certo punto, suona il citofono. Rispondo e dall'altra parte una donna comincia a dire con voce timorosa:" Buongiorno signora, mi chiamo Giuliana. Sto chiamando tutti perchè ho un argomento molto importante di cui parlare (...pausa di 5 secondi...): il Creatore!". E già ridevo. Ho molto rispetto per queste cose ma non mi capita certo tutti i giorni di qualcuno che, passando di qua, voglia parlarmi del Creatore al citofono. Per di più con un modo di parlare che mi ricorda tanto Carlo Verdone quando fa il prete nel film "Un sacco bello".
Incuriosita e con le lacrime agli occhi per cercare di non riderle in faccia (poverina!), la lascio parlare perchè voglio capire dove vuole andare a parare.
Lei continua:" Noi chiediamo molte cose al Creatore, ma non ci chiediamo mai che cosa vuole Lui da noi. E, a tal proposito, se mi apre il portone le lascerei un opuscolo". Un opuscolo?!
Io rispondo:"No, grazie mille, ma non sono interessata".
E lei: "Allora vengo su e facciamo due chiacchiere".
"No grazie, ho da fare".
"Le lascio una rivista?"
"No, grazie".
"Allora un calendario?"
"No!"
"Un dvd?"
"Nooo!!"
Alla fine ho dovuto attaccare il citofono prima che mi offrisse una batteria di pentole ed in omaggio la panca per gli addominali, altro che Creatore!!
Ciao.

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