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22 gennaio 2010

I sopravvalutati

Il mondo è pieno di cose sopravvalutate.
Qui di seguito la mia classifica personale: emendabile, criticabile, rastemabile (non significa niente, ma avevo bisogno di una parola che suonasse bene in chiusura di frase). Anzi, è uno sfida, voglio vedere chi sa fare di meglio.
Avvertenza 1: l'ordine non è di classifica, sono esclusi i politici.
Avvertenza 2: ultimamente temo che la mia salute mentale non goda di grandissima salute.

1. La coscia di pollo
Nell'immaginario collettivo si è pronti ad uccidere per la coscia di pollo, in realtà è una delle parti più stoppose (appena meno del petto); sia gloria alla tanto bistrattata ala con pelle annessa nell'alto dei cieli;

2. Steven Spielberg
Va bene, grandi film in passato... ma troppo hollywoodiano per essere vero, dài, da Schilndler's list a Salvate Dentone Ryan. O vogliamo parlare di quella menata di Mainoritirepòrt?

3. Quella gran topa di Maria Sharapova (intesa come gran topa)
La ragazzona è anche in salute, ma a incrociarla per la strada uno probabilmente correrebbe a nascondersi convinto che si sta avvicinando una bad girl di una banda di teppisti (e di faccia, oggettivamente...). Forse batte il record di sopravvalutazione (sempre intesa come topaggine) nel tennis, un tempo detenuto da Gabriela Sabatini...

4. Roberto Carlos
Un paio di anni (1996-97) alla grande, il resto della carriera a vivere di rendita. Vincendo tutto, per carità, ma questo terzino fuoriclasse che ha monopolizzato le supersquadre di tutte le manifestazioni dal 1998 al 2006, io non l'ho mai (più) visto. E anche le famosi punizioni-bomba, più di una all'anno...

5. L'influenza del Vaticano sul voto dei cattolici
L'Italia è un Paese bellissimo, in cui ogni volta che si deve fare una legge - soprattutto a sinistra - anziché chiedersi se è utile ci si interroga: "oddìo, cosa ne penserà il Vaticano?".
Gli unici a fregarsene altamente di cosa ne penserà il Vaticano sono gli elettori cattolici, che votano tranquillamente divorziati con tre famiglie, puttanieri, tangentisti, ecc...

6. Le patate al forno
Torniamo in cucina: roventi, sabbiose, assetanti; segnalate come contorno ideale per cibi egualmente roventi ed assettanti. Boh?

7. Clint Eastwood regista
Torniamo al cinema: va bene, film profondi, difficili, mai banali; però, a cui manca sempre un centesimo per fare un euro (forse, con la sola eccezione di Lettere da Iwo Jima); attendiamo con (s)fiducia Invictus

8. Gomorra di Saviano
Onore alla sua capacità di scoperchiare ed illuminare un mondo, rispetto assoluto per uno che a meno di 30 anni per la forza delle sue idee si è rovinato la vita e adesso vive sotto scorta continua e perenne. Ma il libro in sé è brutto, ripetitivo e piuttosto "costruito" (sto giornalista di provincia che gira con la vespetta e viene a sapere tutto....); Da un brutto libro, va detto, un film stupendo.

9. Il Fantacalcio
Che palle! Senza contare che poi ti ritrovi a sperare che Totti quella domenica faccia tre gol al portiere della tua squadra.

10. Donna Assunta Almirante
Non lo so, forse è solo invidia per le sue scarpe rosse (o per il fatto che non me l'ha mai data)

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03 gennaio 2010

2010, L'anno del Gato- 2012, L'anno del Dancin

ho passato qualche mese pensando di avere le visioni. vedevo il Dancin dappertutto. sfogliavo una rivista fashion-trendy (Max, l'inserto Luxury del Sole 24ore o Il Lando) e vedevo Dancin a piena pagina in mutande CK. seguivo con apprensione Guido Bortolaso al tg1 e accanto a lui, sulla destra, che gli suggeriva cosa dire, Dancin. ci provavo con una in discoteca ma lei faceva no no e mi indicava un tizio enorme alla sua destra ed era Dancin.
poi Kiki ha detto che è in una fiction. e mi sono sentito meglio. è meglio essere impazziti in due che da soli.
ma poi sono successe due cose che mi hanno fatto riflettere (e considerate che in genere, per farmi riflettere, occorrono almeno una decina di avvenimenti concatenati e praticamente istantanei).
la prima cosa è che alla radio blateravano sul capodanno. era una radio del cazzo, RDS o Veronica Hit Radio, una di quelle con conduttori che sembrano sempre appesi al tubo del gas esilarante e che nell'arco di 2 ore devono tappare quel minutino tra 50 minuti di pubblicità e 50 minuti di vascorossi+celinedion+erosramazzotti+canzonidellefeste. questo povero cristo in diretta da una cisterna e senza lo straccio di una redazione che dia un senso alle fregnacce che deve raccontare, ad un certo punto deve aver letto qualcosa su internet e, visto che il corso di dj radiofonico che ha frequentato era basato unicamente su tecniche coercitive finalizzate al distacco permanente tra lobo frontale e cavità orale (tant'è che il diploma è una statuetta in terracotta rappresentante un pappagallo), ha iniziato a blaterare così:
"Ehi ehi ehi... siamo ancora su radio bla bla... è freddo oggi, eh? ma noi vi teniamo caldi con le nostre hit... vi immagino a prepararvi per il capodanno, un capodanno alla grande... chissà come siete eccitati (ndr: qui la voce si è fatta flebilmente entusiasta e si percepiva un'enorme stanchezza)... lo sapevate che per il calendario cinese il 2010 sarà l'anno della tigre?... ah ah ha, grrrrr.... no, dai, scherzo... e poi c'è 'sta cosa dell'anno, cioè, per noi sarà il 2010 perché abbiamo il calendario di frate indovino... ah ah ah, no, scherzo (ndr: da notare che il dj radiofonico medio quando scherza deve sempre ridere e poi dire che stava effettivamente scherzando e la cosa tende a mantenere il tono generale del suo chiacchiericcio su una nota maniaco-depressiva)... noi abbiamo il calendario gregoriano, cioè, ma ci sono popoli che hanno un calendario diverso (ndr: qui il tono assume una gravità quasi da relatore scientifico davanti ad una platea di deficienti a dimostrazione che il nostro dj, se vuole, sa anche essere serio)... in papuasia, ad esempio, sarà il 5320... per i cinesi una roba simile... cioè, la cosa è molto relativa, no?... ma ecco eros ramazzotti, il grande eros col suo ultimo successo..."
e la grande riflessione che ho fatto è che, magari, in papuasia non sanno chi è eros ramazzotti e neanche chi è dancin e che se vado là magari smetto di vedere dancin dappertutto e di sentire eros su Veronica Hit Radio.
il secondo avvenimento è che ho visto il film 2012. l'ho visto in streaming sul pc. il che è un micro-avvenimento all'interno del primo avvenimento. essendo io l'unico deficiente davanti ad una platea di relatori a non conoscere l'esistenza dello streaming. che è un catalogo di film enorme da vedere a casa senza pagare un cazzo di niente. che è un ulteriore motivo per non uscire più di casa se non per buttare l'immondizia sul pianerottolo del vicino.
2012 è un disaster-movie diretto da tal Paolo Ballanti e interpretato da tal Dancin. un nero figo e intelligente e geologo e palestrato va a trovare in India un suo amico geologo sposato con un figone di indiana e questo amico geologo gli dice che c'è una pozza che bolle e la Terra si sta riscaldando troppo e che non va bene e che tra qualche mese il genere umano farà le sorti di un uovo alla coque. poi gli passa un quadernetto con dei numeri e il nero lo guarda e dice 'cazzo'.
intanto dancin, che è uno scrittore squattrinato e deluso dalla vita e divorziato con figli e con la ex moglie risposata, porta i figlioli in giro per un parco e scopre che il laghetto si è prosciugato e siccome non è un minchione capisce tutto della teoria dell'uovo-alla-coque.
il nero, intanto, va dal presidente degli stati uniti che è nero pure lui e ha una figlia figa che, tanto vale dirlo adesso, alla fine andrà col nero geologo, e fa vedere al presidente il quadernetto e il presidente dice 'cazzo' e telefona a tutti i presidenti del mondo e insieme decidono di fare delle navi per sopravvivere fino alla fine dell'effetto uovo-alla-coque.
dancin va dalla ex moglie e dice tutto e sembra un pazzo ma noi sappiamo che non è pazzo ma poi tutto inizia a esplodere e bruciare e allora sembra meno pazzo anche a loro e scappano in macchina e poi trovano un dc-9 e il nuovo marito (che, tanto vale dirlo adesso, muore tentando di stoppare un mazzo di chiavi per imitare dancin lasciando il campo spianato al fascino del dancin) casualmente sa pilotare i modellini di dc-9 che sono incredibilmente simili ai dc-9 veri e allora se lo mette a guidare e volano volano e poi cadono ma poi li trovano e riescono ad andare dove sono le navi.
il nero geologo intanto flirta di brutto con la figlia figa del presidente degli stati uniti mentre l'america del nord sembra del latte bruleè e le persone nell'america del nord sembrano uova alla coque un po' troppo cotte. e un sacco di gente viene caricata sulle navi che vengono chiamate Arche (non chiedetemi perché) e poi ci sono casini di ogni genere di cui non si capisce un cazzo perché il regista sembra un malato d'alzhaimer con una super 8 ma si salvano quasi tutti e alla fine trovano una terra dove ricominciare e il nero geologo limona la figlia del presidente degli stati uniti e mi pare le tocchi pure una tetta.
e la grande riflessione è che ad un certo punto si vede crollare San Pietro con dentro il Papa e, incredibile, il presidente del consiglio italiano e quindi: a) il presidente non è più Berlusconi che col cazzo che se ne sarebbe stato in chiesa; b) il presidente è Berlusconi in piena crisi religiosa e muore. un bel finale.

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30 dicembre 2009

Ballanti in TV

Allora,
siccome che mia moglie si è rotta un braccio andando a trovare l'unica lingua di ghiaccio rimasta il giorno del grande disgelo, adesso sono inchiodato a casa dei suoceri nel ridente rovigotto.
Di modo che, nei giorni scorsi ho avuto modo di rinfrescare la mia kurtura televisiva con le mille opportunità che i programmi in chiaro offrono; ho visto un film del menga su Rete 4, che dopo 10' (di cui 5 di titoli) è partito con 15' di pubblicità, ho visto il TG 1 con una notizia su Papa Ratzi, due su Papa Silvio che lavora per noi e la restante metà sul menù del cenone di Capodanno ('sti cazzi il Minzolini, che livello di approfondimento).
Poi mi è apparso il Ballanti in TV e ho visto la luce.
Il Ballanti in questione, dovete sapere che fa l'Avvocato, però non è di quegli avvocati vermi alla Taormina o alla Nicològhedinky ("Ebbene sì, maledetto Carter"), ma è un avvocato buono, che difende la povera ggente, che inizia regolarmente come avvocato di parte civile, ma poi si fa prendere e nel bel mezzo della sua arringa risolve il caso (spesso grazie a un testimone che passa di lì per caso), discolpando l'imputato.
Il Ballanti opera a Trieste, arriva in tribunale (per l'occasione coincidente con il palazzo della regione, in Piazza Unità d'Italia) in moto, direi che si tratti del suo storico Galletto, la parcheggia lì in piazza unità - che glialtri comuni mortali se ci provano lo arrestano e gli danno l'ergastolo per direttissima - sale un attimo, risolve, e va di corsa all'asilo a recuperare la figlioletta, che all'inizio si inkazza un po' che il Dancin' è sempre in ritardo, ma poi come si fa a tenere il muso con un simile genitore? Le volte che il ritardo è davvero esagerato, il Dancin' si mette a palleggiare con il mazzo di chiavi e torna il sorriso a tutti.
La struttura della ficscion verte su uno schema gnentaffatto banale: c'è una storia su una finanziaria senza scrupoli, difesa da due avvocati senza scrupoli, che ha costretto un imprenditore vitivinicolo a vendere l'azienda, e poi già che c'era lo ha pure ammazzato. Lunedì scorso è saltato fuori il motivo di cotanto interesse: è che hanno scoperto che sotto l'azienda c'è un enorme giacimento di uranio (minchia, nel Carso? Chi lo avrebbe mai detto... è invece notorio che la vite se coltivata sull'uranio viene su da dio).
Su questa storia di long durée - ripresa all'inizio e alla fine di ogni episodio - si innesta il caso di breve periodo, che inizia e si esaurisce all'interno della puntata: un povero diavolo è accusato, tutto è contro di lui, Ballanti difende qualcun altro che ci ha rimesso, parcheggia il Galletto in Piazza Unità, sale un attimo, arringa i poveri di spirito, risolve il caso, il poveraccio viene scarcerato, il cattivaccio viene incarcerato, l'asilo della figlia, due palleggi con le chiavi.
Insomma, è molto bello. Io non vedo l'ora che sia domenica per rivedere Dancin' e famiglia in azione.
Nella foto: Ballanti al centro (della foto come delle ns vite), la Francesca sopra di lui, il giovine Pietro con parrucca a sinistra, la Maria Libera sulla dx, il Gato sulla sinistra.

PS: la recitazione è all'altezza della trama (forse è pure meglio).

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01 novembre 2009

Della suina non si butta via niente.

Porco mondo, ho la febbre!la realtà, come spesso accade, supera ogni fantasia ed è anche molto meno stancante perché non bisogna mettersi lì a pensare a questo e a quello, la realtà è già lì di fronte e basta mettersi seduti e guardare (e, perlopiù, è meglio guardarla da seduti 'sta realtà perché, come dicono al Circolo Oxfordiano delle Freddure e Battutine che frequento, "la realtà è una signora di mezza età che gira roteando un palo in cerca di qualcuno da inculare").
quindi i quotidiani e tutta l'informazione in generale è, allo stato attuale, la più grande storia di formazione romanzata esistente. dove trovate qualcosa che mischi così sapientemente horror, storia, fantascienza, cosmogonia, azione, amore, l'oroscopo di Fox, i virus, il niente?
io devo ancora leggerlo un libro così.
nell'ultimo romanzo de La Stampa Italiana, si narra la storia di un fantomatico virus influenzale il cui nome, H1 N1, ricorda la formula di un qualche scienziato pazzo nazista nel tentativo di creare il soldato perfetto mischiando geni di ariano (la purezza), toro (la potenza), porco (l'adattabilità a mangiare anche la merda), negro (in gran segreto, per il cazzo lungo), e un filo di lavanda (per il buon odore). questo virus sfugge di mano a qualcuno in messico tipo Cassandra Crossing, fantastico film del 1976 dove c'è anche la Loren sdoganata di Hollywood (cioè, quella con le tette scoperte solo al 10%) che è su un treno e sul treno c'è un tizio scappato con un virus addosso pericolosissimo e il tizio fa delle gran facce tipo che gli scappa la cagarella e il virus corre libero per il treno e quasi tutti fanno la faccia-cagarella e poi muoiono schiantati col treno perché nel '76 a Hollywood andavano i finali alla cazzo dove non si salva nessuno e se anche uno solo cercava di salvarsi il produttore lo ammazzava con le sue stesse mani.
ora questo virus sta facendo la turnè europea come supporter degli U2 ed è in questi giorni in italia. e, com'è normale, le tv locali come Rai 1 o Rai 2 ci marciano alla grande con titoli sensazionalistici e allarmistici secondo le consuete formule di giornalismo all'inglese: cioè, prima si sparano titoloni alla boia d'un giuda per terrorizzare la maggior parte degli anziani e dei genitori dandogli istruzioni su come eliminare fisicamente chiunque starnutisca ad un raggio di 5 metri; poi si rettifica chiedendo l'opinione dell'esperto (per esempio: siete giornalisti alla Rai? sapete perché e come siete stati messi lì, no? il vostro capo-redattore vi chiede un servizio su un virus? bene, è una cosa di medicina, no? ci vuole il parere di un medico, capito? magari uno bravo, il vostro ha curato mamma tanto bene l'altra estate ma avete una deontologia, no? allora chiamate il 118 e fate due domandine alla guardia medica, quelle sanno sempre tutto. oppure vi fate passare qualche barelliere, loro sanno veramente tutto. e il servizio è bello e fatto).

così, tramite l'avvincente lettura di questo romanzo post-moderno, ho capito che:
il virus si trasmette solo tra soggetti che respirano;
il virus è come una normale influenza che incuba in qualche giorno e poi vi fa schiattare trasudando sangue e facendovi collassare polmoni, reni, cuore, cassa toracica, spina dorsale, cranio, piloro, prepuzio;
però, se preso in tempo, con una normale cura a base di tachipirina il prepuzio lo salvate (stranamente anche nei soggetti femminili si assiste al salvataggio del prepuzio);
il virus pare non attecchire nei soggetti tra i 95 e i 115 anni;
il virus purtroppo non attecchisce su Bono.
tra parentesi. io il virus l'ho avuto ma fortunatamente l'ho preso in tempo e se sposto un po' a destra la cassa toracica e uno gentilmente mi rimette l'occhio destro nel cavo oculare, posso osservare orgoglioso il mio prepuzio.

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28 ottobre 2009

Driiiiiiiin!

Visto che è parecchio che nessuno scrive più su questo blog (io a dire il vero non l'ho mai fatto, anzi sì una volta sola però), ho deciso di rompere il ghiaccio con una cosa assurda che si scrive da sola.
Stamattina lavoravo al pc e, ad un certo punto, suona il citofono. Rispondo e dall'altra parte una donna comincia a dire con voce timorosa:" Buongiorno signora, mi chiamo Giuliana. Sto chiamando tutti perchè ho un argomento molto importante di cui parlare (...pausa di 5 secondi...): il Creatore!". E già ridevo. Ho molto rispetto per queste cose ma non mi capita certo tutti i giorni di qualcuno che, passando di qua, voglia parlarmi del Creatore al citofono. Per di più con un modo di parlare che mi ricorda tanto Carlo Verdone quando fa il prete nel film "Un sacco bello".
Incuriosita e con le lacrime agli occhi per cercare di non riderle in faccia (poverina!), la lascio parlare perchè voglio capire dove vuole andare a parare.
Lei continua:" Noi chiediamo molte cose al Creatore, ma non ci chiediamo mai che cosa vuole Lui da noi. E, a tal proposito, se mi apre il portone le lascerei un opuscolo". Un opuscolo?!
Io rispondo:"No, grazie mille, ma non sono interessata".
E lei: "Allora vengo su e facciamo due chiacchiere".
"No grazie, ho da fare".
"Le lascio una rivista?"
"No, grazie".
"Allora un calendario?"
"No!"
"Un dvd?"
"Nooo!!"
Alla fine ho dovuto attaccare il citofono prima che mi offrisse una batteria di pentole ed in omaggio la panca per gli addominali, altro che Creatore!!
Ciao.

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16 settembre 2009

Il giorno dopo

Stamattina mi sono svegliato strano, con un senso di bruciore.
Ero andato a letto un po' pesante, lo ammetto; avevo fatto baldoria con gli amici, poi ho festeggiato con due o tre (non lo ricordo) amiche per tutta la notte, mi sentivo proprio in forma.
Stamattina meno.
Ieri sera ero così contento, avevo messo in piedi una robina niente male, di quelle che mi piacciono: autocelebrativa ma senza la rottura di coglioni di quei 4 comunisti del cazzo che ogni volta cercano di rovinarmi i momenti belli.
D'altronde sono il migliore degli ultimi 150 anni, che dio mi benedica.
Ma certo che mi benedice (lo pago io), anzi di più: mi unge - anche se non sono un santo (ma odoro di santità, ricordatevelo bene).
Essendo il migliore (ma io non l'ho mai detto, state attenti), ho ridato al volo un tetto alla gente che era rimasta senza.
Oddio, al volo: 162 giorni dopo che l'aveva perso.
Oddio, alla gente: mica a tutta, a 200 sfollati.
Non mi rompete i coglioni, le altre 29.800 persone aspetteranno, cosa devo fare tutto io che ho 70 anni suonati?
Comunque, a me questo Gabriel Garko mi sta un po' sui coglioni, sappiatelo.
Non è possibile che uno che non fa un cazzo dalla mattina alla sera (lo pago io) possa avere più ascolto di uno che prepone la politica del fare a quella del parlare (che odio, i politici di professione: li pago quasi tutti io).
Io mi ero organizzato tutto per bene, avevo anche staccato 3 o 4 cavi negli studi di Matrix (bella trasmissione, la pago io) che ha dovuto rimandare non la prima ma le prime due puntate per problemi tecnici (e che tecnici, li pago io).
Avevo anche tolto da coglioni quel fottuto comunista di Floris, che dio l'abbia in gloria (esercizio puramente stilistico, è ovvio: dio ha in gloria me).
Poi stamattina mi sveglio e scopro:
- che quel fottuto Garko dei miei coglioni (lo pago io) con quella fiction della mia ex prostata mi ha praticamente doppiato gli ascolti;
- che come se non bastasse anche l'ispettore Coliandro (ma esiste?) e Dirty Dancing (una novità) hanno avuto più audience di me;
- che persino il Milan (lo pago io), che avevo smontato ad arte in estate sapendo che avrebbe esordito in Champions League lo stesso giorno del mio annunciato trionfo, ha avuto più spettatori (ha anche vinto, puttana di quella eva, quando prendo Leonardo (lo pago io) che non ha fatto giocare Ronaldinho (lo pago io) me lo mangio vivo);
- che qualche giornale comunista scrive (menzogna! vergogna! farabutti!) che il più grande cantiere del mondo, quello che ho messo in piedi io e che ha consegnato i 47 chalet in tempi record in realtà non ha battuto il record perché ai tempi del terremoto dell'Irpinia un democristiano dei miei stivali aveva consegnato i primi prefabbricati solo 60 giorni dopo il terremoto e 150 case con giardino dopo soli 122 giorni col risultato di dare un tetto a 450 persone...... cazzo cazzo, 40 giorni in meno di me...... tutte balle.
Mi sono svegliato strano, stamattina, con un gran senso di bruciore.
Al buco del culo.

baci

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31 agosto 2009

Dietro un panzone c'è sempre un saggio

E' panzòl'altro giovedì o forse quello prima o comunque un giovedì qualsiasi sono andato ad uno stabilimento balneare a marina di ravenna. è lo stabilimento balneare che normalmente frequento e in special modo la sera non essendo così sicuro che imbrunirsi la pelle fino a spelacchiarla costituisca il modo migliore per sviluppare quelle sostanze che molti medici si arrabattono definendole "necessarie al benessere psico-fisico" [in breve, i raggi ultravioletti hanno varie azioni sulla pelle più o meno incremata: stimolano la funzione pigmentogena, cioè la neoformazione di melanina nell'epidermide (l'abbronzatura), svolgono un'azione disinfettante a livello della cute, stimolano la sintesi della vitamina D; tra gli effetti blandamente negativi, c'è l'eritema (la scottatura), che coinvolge le cellule e i vasi dell'epidermide e si manifesta con iperemia, rottura di piccoli vasi, bolle, edemi, fuoriuscita di liquido; inoltre gli U.V. , accelerano la proliferazione di peluria e, ah, è vero, talvolta possono determinare la comparsa di tumori cutanei. N. B.: è chiaro che di tutto questo non me ne potrebbe fregare di meno se non ritenessi non solo l'abbronzatura una cafonata burina ma la pelle bianco latte-andato-a-male e le borse sotto gli occhi come un must del vero radical-alternative-chic].
lo stabilimento balneare che frequento si chiama Hana-Bi (nome derivante da un film di Takeshi Kitano, eroe dello stile più puramente giapponese fatto di violenza grezza inframezzata da vera poesia delle piccole cose, cioè prima ti sventra uno yakuza con un trincia-pollo e poi fa un unico piano sequenza di 22 minuti sullo sguardo innocente di un bambino). l'Hana-Bi è gestito da un tipo che una volta era il chitarrista di un gruppo hard-core/punk di una certa notorietà nei paesi dell'est pre '89 (questa notizia è ammantata da un certo alone di mistero e non è stato possibile accertarne la veridicità) che poi ha aperto (il tipo) un negozio di cd e poi ha aperto un locale a ravenna tuttora aperto e funzionante e chiamantesi Bronson (da Charles bronson, l'uomo dei film sul giustiziere della notte dove, dopo che gli avevano ammazzato e stuprato e ancora ammazzato in ordine sparso la figlia, se ne va in gio a farla pagare a tutto e tutti con un trincia-pollo). in questi due posti, Hana-Bi e Bronson, il tipo tiene concerti molto belli di roba indie, gruppetti inglesi di post-punk, americani slabbrati e imbolsiti che pestano e menano (degli strumenti) e pare abbiano 4 braccia e 5 piedi e 2 panze. nel suo genere, ha una programmazione di tutto rispetto.
ma il giovedì di cui vi dicevo ha invitato un giornalista a parlare. un giornalista sportivo [nota: per rendere vagamente più comprensibile e dotata di una qualche logica la serie infinita di robe che vi sto dicendo e per dare dignità alla complessità della sua figura, devo dire che il tipo (cioè l'ex chitarrista basso e pelato che peraltro sta con una figona tatuata e alta 1,78 cm senza tacchi ma con gli anfibi) è un grande appassionato di calcio; non so, ad esempio, giuro di averlo visto assorto davanti alla tv per un Sampdoria-Catania mentre una band di metallo pesante chiamata Succo Gastrico o qualcosa di simile pestava di brutto a 10 m. da lui].
il famoso giornalista sportivo invitato in quel bivacco di fighetti pseudo-alternativi era Gianni Mura. un nome di quelli che contano, capace di attirare una discreta folla e di innalzare l'età media dello stabilimento (solitamente sui 23/24 anni) verso la soglia dei 60 ed un consequenziale incremento di capelli grigi e/o calvizie o alopecia androgenetica.
per chi non lo sapesse, Gianni Mura è un panzone. cioè, sembra circondato perennemente da una quintalata di gelatina di pollo attaccata al corpo con del domopack. tiene spesso gli occhi chiusi quando parla ma non sembra mai sul punto di addormentarsi. e dice spesso cose non banali. adesso scrive per Repubblica di calcio e ciclismo, la sua grande passione. e ha parlato di tutto, partendo con l'etica del giornalismo. ne ha parlato agganciandosi con gli inizi della sua professione. iniziò nella metà degli anni '60 alla gazzetta dello sport. quelli della gazzetta per trovare nuovi giornalisti andavano nei licei e cercavano quelli che scrivevano bene. solo quello. già questa cosa rapportata col sistema attuale fa venire i brividi. Mura scriveva bene, lo assunsero e a 21 anni lo mandarono come inviato al Giro d'Italia. a 22 al Tour de France. tra il pubblico si è levato un sibilo sottile che assomigliava ad uno 'Sti Cazzi. ha parlato di doping, della decurtazione di spazio negli articoli (rispetto a 20 anni fa la media di righe in un articolo si è dimezzata e qui ha rimandato alla voce restyling che si può tradurre in "metto-un-sacco-di-foto-ingrandisco-i-titoli-e-taglio-tutto-il-blablabla). ha parlato di muscolarizzazione dello sport. di Pantani. di gastronomia. e poi uno gli ha chiesto proprio alla fine: "E Mourinho?".
cerco di citare a memoria la sua risposta.
"Boh,... a me pare di essere il solo,... voglio dire, a me pare una delle più grosse bufale arrivate in Italia, uno dei più scarsi... figlio di una degenerata cultura dell'urlo senza sostanza, del fumo senza arrosto e di chi gli dà anche dei soldi per farlo... io stravedevo per Kiki e la sua formidabile Virtus... e quel centrale, Bucci... un fenomeno di eleganza e potenza... buonanotte a tutti". (ps: sulle ultime due affermazioni potrebbero aver influito la forte assunzione di mojito unita alla distanza dal palco unita al bofonchiare del Mura).
poi ha firmato autografi tenendo delle bic nei rotoli della panza e se ne è andato a bere 3 birre medie e 2 uischi.

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